La Roma la chiude davvero, e lo fa con il gol che sa di sentenza. All’86’ arriva il 3-0 firmato Pisilli, al termine di una ripartenza giallorossa che racconta bene la fase finale del match: Cremonese più lunga, Roma più lucida nel colpire quando si apre lo spazio.
L’azione del 3-0
Tutto nasce da una transizione pulita: Koné guida e serve Malen in profondità. L’olandese va al duello, c’è un contrasto con un difensore della Cremonese, la palla resta viva e si presenta in area sul piede di Pisilli. Da lì è solo istinto: destro a giro sul secondo palo da pochi metri, Audero infilato. È un gol da attaccante, per scelta e per freddezza.
Il senso del gol: non solo un sigillo
Questo 3-0 è la risposta definitiva alla domanda che aleggiava dopo l’1-0: gestire o cercare il colpo del ko? La Roma ha scelto entrambe le cose: prima ha costruito il vantaggio sulle palle inattive, poi ha chiuso la pratica colpendo in campo aperto, con qualità e tempi giusti.
E soprattutto c’è un dettaglio che pesa: Malen, rimasto a lungo “ingabbiato”, è dentro l’azione che chiude tutto. Non con il gol, ma con un movimento che spacca la linea e crea il caos giusto.