L’immagine è chiara e fa male: nella classifica stagionale UEFA l’Italia è quinta con 16,071, dietro Spagna (16,156), Portogallo (16,600) e Germania (17,071), mentre l’Inghilterra è in fuga.
E allora il discorso cambia faccia: non è più “quante chance abbiamo di portare cinque squadre in Champions”, ma quanta autonomia ci resta quando gli altri campionati macinano punti con continuità.
Perché il posto extra Champions oggi è lontano
Con il nuovo format, i due posti aggiuntivi in Champions vanno alle due federazioni con la miglior resa collettiva nella stagione precedente (association club coefficient).
Tradotto: se stai quinto, non stai “quasi dentro”. Stai fuori. E per rientrare devi scavalcare almeno tre nazioni, non una.
La buona notizia è che non c’è un allarme “taglio posti” immediato: nel ranking quinquennale l’Italia è seconda con 97,017, dietro l’Inghilterra e davanti alla Spagna.
La cattiva notizia è che il ranking stagionale è un termometro: se la febbre dura mesi, prima o poi diventa diagnosi.
Roma, la partita che vale su due classifiche
Qui entra la Roma. Perché ogni vittoria (2 punti) e ogni pareggio (1 punto) alimentano il coefficiente, che poi viene diviso per il numero di club partecipanti, con bonus legati ai turni raggiunti.
E perché i giallorossi sono ancora dentro: Roma è tra le squadre qualificate agli ottavi di Europa League.
Il messaggio è semplice: la Roma in queste settimane gioca due campionati nello stesso momento. Uno è quello della Serie A, dove serve la spinta per restare nella zona che conta. L’altro è europeo, dove ogni passo in avanti non è “solo prestigio” ma ossigeno per l’Italia intera. E, indirettamente, anche per la Roma: perché una stagione che pesa in Europa spesso alleggerisce il futuro, tra accessi, sorteggi e credibilità.