Le presenze ingannano: puoi “giocare tanto” senza essere davvero uno da 90’ fissi. Questa classifica, invece, è spietata e chiarissima: conta quante volte un romanista è rimasto in campo dall’1’ al 90’. E racconta una Roma divisa in tre: gli intoccabili, i pilastri a rotazione e i talenti gestiti (anche quando fanno la differenza).
La Roma degli “uomini interi”: chi non esce mai
In cima c’è Svilar (33): un segnale netto di affidabilità, continuità e gerarchie stabilissime. Poi arriva lo zoccolo duro difensivo: Mancini (26), Ndicka (23), Çelik (21). In mezzo, la spina dorsale fisica: Koné (20) e Cristante (19).
È la Roma che Gasperini “chiude a chiave”: portiere + leader di reparto + centrocampisti che tengono ritmo e distanze. Non è glamour, ma è ciò che ti evita di perdere punti nelle giornate sporche.
Il dato che fa rumore: chi è “gestito” anche quando brilla
Poi arrivano i numeri che fanno discutere. Wesley (17) alto, ma con infortuni e gestione recente. Hermoso (11) e Ghilardi (9): presenza vera, ma dentro rotazioni e contingenze.
E soprattutto: Malen (1), nonostante l’impatto devastante (5 gol in 5). Qui c’è una lettura chiara: non è sfiducia, è strategia. Gasperini sta “spremendo” l’efficacia senza bruciare il motore, mentre Dybala (5) e Soulé (3) fotografano un’altra realtà: talento sì, ma condizione e continuità ancora da costruire.
Classifica 90’ pieni (stagione fin qui)
Svilar 33; Mancini 26; Ndicka 23; Çelik 21; Koné 20; Cristante 19; Wesley 17; Hermoso 11; Ghilardi 9; El Aynaoui 8; Dybala 5; Pisilli 5; Rensch 5; Ziółkowski 4; Soulé 3; Ferguson 2; Angeliño 1; El Shaarawy 1; Gollini 1; Malen 1; Pellegrini 1; Tsimikas 1.