Gravina cambia gli arbitri per davvero: nasce la “PGMOL” italiana e riscrive chi comanda (e chi paga)

Non è più un’idea: la FIGC ha messo sul tavolo una società autonoma per gli arbitri di vertice, sul modello inglese. Obiettivo: uscire dalla crisi e tagliare le zone grigie

Jacopo Mandò -
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Figc
Figc e Arbitri: cambio di rotta da parte di Gravina – Romaforever.it

La parola “riforma” in Italia spesso suona come promessa. Stavolta, invece, Gabriele Gravina ha presentato un impianto concreto: una sorta di PGMOL all’italiana per gestire gli arbitri di Serie A e B con un modello più aziendale, indipendente e (nelle intenzioni) più trasparente. L’obiettivo dichiarato è dare risposte a una crisi arbitrale percepita come evidente e continua, senza arrivare a un commissariamento dell’AIA che rischierebbe di impantanare tutto.

Una società FIGC al 100%: l’indipendenza (vera) passa da chi nomina il vertice

Il cuore del progetto è una società indipendente, partecipata al 100% dalla FIGC: le Leghe entrerebbero solo sul piano economico, con un finanziamento, evitando commistioni sul governo tecnico.
Il Consiglio federale nominerebbe tre membri del CdA, che dovrebbero essere terzi rispetto a federazione, club e arbitri. E qui c’è la svolta: sarebbe il CdA a scegliere un designatore (necessariamente ex arbitro, anche per i rapporti con UEFA/FIFA) e una figura manageriale (DG/AD) che gestisca budget e sviluppo commerciale.

Contratti, numeri e “dopo carriera”: cosa cambierebbe già da subito

Il piano includerebbe una nuova qualifica per gli arbitri di vertice, con contratti diversi: autonomo per i nuovi, subordinato a tempo determinato per i più esperti, più un’ipotesi di copertura “pensionistica” post-attività.
La struttura ripartirebbe quasi dall’attuale: 40 arbitri, 66 assistenti, 24 VMO. All’AIA resterebbero la Serie C e la base, con l’obiettivo di produrre nuovi arbitri pronti a salire.
Sul fondo, c’è anche il tema governance interna e meccanismi elettorali: l’idea è “scardinare” pratiche opache e ridare credibilità al sistema.