Il sindaco Roberto Gualtieri lo ha detto chiaramente: l’obiettivo politico è avviare i lavori veri e propri a inizio 2027. Ma tra le dichiarazioni e i cantieri c’è un tratto di strada che passa tutto da uno step: trasformare il progetto consegnato dal club in una delibera che regga tecnicamente (e finanziariamente) ogni controllo. E il calendario, adesso, si sta stringendo.
Il 26 febbraio non è un timbro qualsiasi: è il semaforo che accende il percorso
Dopo la consegna del PFTE (progetto di fattibilità tecnico-economica) avvenuta il 23 dicembre 2025, il prossimo step chiave è l’arrivo del dossier in Giunta il 26 febbraio: se non ci saranno intoppi, quel passaggio apre la porta al percorso istituzionale che porta al voto finale in Aula.
In questi giorni, infatti, il lavoro più “freddo” (ma decisivo) riguarda l’asseverazione/analisi del piano economico-finanziario presentato dalla proprietà: è la parte che non fa rumore, ma che decide se il progetto cammina.
Dopo la Giunta, il vero slalom: sei commissioni e un ultimo voto in Campidoglio
Superata la Giunta, la delibera passa al vaglio delle sei commissioni capitoline (Lavori pubblici, Patrimonio, Ambiente, Mobilità, Urbanistica e Sport) e poi torna in Aula per un nuovo voto.
Nel frattempo restano due “check” che raccontano Roma più di qualunque rendering: la ripresa degli scavi archeologici nell’area e gli ultimi via libera delle banche sulla quota di finanziamento non coperta direttamente dalla proprietà The Friedkin Group.
È qui che si capisce perché questo passo è importante: non siamo più nel campo delle intenzioni, ma in quello delle carte che devono reggere a ogni livello di controllo — e solo dopo, la parola “2027” smette di essere un orizzonte e diventa un obiettivo.