Fino a pochi mesi fa sembrava uno di quelli destinati a scivolare ai margini: minutaggio ridotto, gerarchie lontane, futuro in bilico. Oggi la storia è ribaltata: la Roma ha un’opzione unilaterale per prolungare di un anno il contratto di Hermoso e l’intenzione è esercitarla tra fine aprile e inizio maggio. Non è un dettaglio burocratico: è un timbro su una rinascita costruita in panchina, giorno dopo giorno.
Un rinnovo che vale doppio: tutela e premio
Attivare l’opzione significa due cose insieme. La prima è pratica: “blindare” un titolare e non arrivare all’estate con un big in scadenza, dunque con valore contrattuale che si assottiglia. La seconda è simbolica: certificare che l’investimento tecnico di Gasperini ha funzionato e che la Roma vuole trasformare una scommessa riaccesa in una certezza stabile. La sensazione, riportata in queste ore, è che la clausola verrà attivata e che i dialoghi possano spingersi oltre, con l’idea di allungare addirittura fino al 2028.
Cosa cambia davvero con lui “blindato”
Per la Roma, Hermoso non è solo un difensore: è un modo di difendere. In una squadra che vuole stare alta e aggressiva, serve un centrale che regga campo aperto, legga in anticipo e sappia uscire pulito quando la pressione sale. Il suo rendimento sta diventando “sistema”: rende più semplice la gestione delle transizioni, alza l’affidabilità del reparto e libera i compagni dal bisogno di giocare sempre in emergenza.
Ecco perché questo rinnovo assomiglia a una scelta di progetto, non a una formalità: la Roma sta dicendo che la sua nuova identità passa anche da qui.