Malen spiazza tutti: doppietta, 5 gol in 5 gare… e parla come se fosse a zero

Dopo Napoli-Roma non cerca applausi: ammette delusione, ringrazia e guarda avanti

Jacopo Mandò -
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Malen
Malen in Napoli-Roma: ecco il vero motivo per cui ha scelto Roma – Romaforever.it

Cinque partite, cinque gol. Eppure, quando si presenta ai microfoni DAZN, Donyell Malen sembra quasi voler spegnere l’euforia sul nascere. Non perché non sappia cosa ha fatto — una doppietta al Maradona pesa eccome — ma perché il suo linguaggio è quello di chi ha già capito che le prestazioni parlano più forte dei titoli. “Sono piuttosto deluso”, dice. E in quella frase c’è tutto: l’impatto personale è un fatto, la vittoria mancata è la ferita.

Una calma che sorprende

La cosa che resta addosso delle sue parole non è l’autocompiacimento (che non c’è), ma la tranquillità. Malen non recita il copione dell’eroe: non si mette al centro, non si gonfia, non vende la doppietta come un traguardo. Anzi: la ridimensiona con una frase che suona quasi “antica” nel calcio di oggi – nel calcio quello che conta è vincere.
È qui che il suo post partita diventa diverso dal solito: sembra un giocatore che non sente pressioni perché ha scelto un’altra strada. Freddo, concentrato, essenziale. Come se sapesse che è facilissimo passare da “talento” a “rumore di fondo”, e che l’unico antidoto è ripetere: correre bene, farsi trovare, segnare quando conta. Senza spettacolarizzare se stesso.

Il dettaglio che racconta la sua Roma

Il passaggio più importante è quello su Gian Piero Gasperini: Malen dice che è stato convinto da un progetto chiaro, spiegato in modo chiaro – dove gioca, come gioca, perché gioca. È una confessione piccola ma rivelatrice: il suo impatto non nasce dalla magia, nasce dal sentirsi “dentro” una struttura.
E poi c’è l’ultima riga, che sembra una battuta ma non lo è: “Grazie, a domani”. Dentro c’è un mood: nessuna celebrazione, nessuna notte eterna, solo il giorno dopo. La Roma, in questo, ha ritrovato qualcosa che vale quasi quanto i gol: un attaccante che non vive di fiammate, ma di continuità. E che trasforma l’entusiasmo in routine.