Nel momento in cui la partita sembrava destinata a spegnersi su un pareggio di controllo, la Roma trova l’episodio che vale oro: rigore e 1-2. Ancora Donyell Malen, ancora decisivo, ancora con quel sangue freddo che trasforma una serata bloccata in una potenziale impresa al Maradona. E adesso, all’80’, per la Roma esiste una sola missione: tenere.
Il rigore che spacca il match: Wesley vola, Rrahmani lo stende
L’azione nasce da ciò che in queste notti fa la differenza: un contropiede pulito. Wesley parte da sinistra, si prende metri e coraggio, e costringe il Napoli a rincorrere. Rrahmani arriva da dietro e lo stende: cartellino giallo e penalty. Malen va sul dischetto e la mette con intelligenza, nonostante l’intuizione di Milinkovic-Savic: palla alzata, quanto basta per toglierla dalle mani del serbo. È una di quelle esecuzioni che non fanno rumore, ma fanno classifica.
I cambi e l’ultima ora: “serrare” e portarla a casa
Dopo il gol, Malen esce e lascia spazio a Robinio Vaz: segnale chiarissimo, gestione e gamba per proteggere ogni pallone. Wesley invece paga il contrasto: zoppicante, deve alzare bandiera bianca e viene sostituito da Tsimikas. La Roma ora è davanti, ma il vantaggio è fragile come vetro: serviranno lucidità, falli “intelligenti”, distanze perfette e una cosa sola in testa. Non l’estetica. Non il palleggio. I tre punti. Perché questi, stasera, valgono più dell’oro.