Roma sceglie la sua spina dorsale: Mancini e Cristante verso il 2029, ma la linea dura rischia di costare Çelik

Due rinnovi per ripartire da certezze e un caso spinoso che divide: la Roma vuole continuità nei leader, ma sul terzino turco il muro è economico

Jacopo Mandò -
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Mancini
Mancini, Cristante e Celik: il tema rinnovi per la Roma entra in una fase calda – Romaforever.it

La Roma si sta muovendo come fanno i club che hanno scelto una direzione: prima metti in sicurezza i pilastri, poi sistemi il resto. Per questo i rinnovi di Mancini e Cristante sono diventati il primo mattone del dopo-mercato, con un’intesa condivisa tra società e Gian Piero Gasperini. Secondo le ricostruzioni più recenti, i due sono pronti a firmare contratti fino a giugno 2029 (con firma attesa a breve).

La logica Gasperini-Massara: ripartire da chi “regge” Roma

Il punto non è solo la durata, è il messaggio: ripartire da uomini che conoscono l’ambiente e che possono tenere la squadra “in asse” quando arriva la pressione. Non a caso, anche sul fronte cifre si parla di un adeguamento importante (nell’ordine dei 3,5 milioni netti a stagione, secondo il quadro tracciato a gennaio), segnale che la Roma considera quei due profili non negoziabili.
E qui sta l’originalità della scelta: non è un rinnovo “sentimentale”, è un rinnovo funzionale. Gasperini vuole affidabilità, e Frederic Massara sta provando a dargliela senza creare frizioni interne.

Il caso Çelik: 4 milioni sono troppi… ma perderlo può costare caro

Con Çelik, invece, la Roma sembra pronta alla separazione. Il Corriere dello Sport spiega che il turco oggi guadagna 2,5 milioni netti (circa 5 lordi grazie al Decreto Crescita) e ha chiesto per rinnovare tra 3,5 e 4 milioni netti: un livello da “top player” che il club considera incompatibile anche per gli equilibri dello spogliatoio (ad esempio, il confronto con Manu Koné).
Qui il paradosso è reale: Çelik sta probabilmente esagerando nella richiesta, ma la Roma rischia di perdere un giocatore prezioso per affidabilità e duttilità. Il club però guarda anche al costo complessivo e alle incertezze legate alle agevolazioni fiscali e alla loro interpretazione nel tempo, tema su cui negli ultimi anni la Serie A si è mossa con cautela.
Risultato: linea netta. Sostenibile prima di tutto. Anche se, sul campo, può far male.