Ci sono interviste che finiscono nel rumore del pre match e altre che, col senno di poi, diventano una chiave di lettura. Alla vigilia di Roma-Cagliari, Frederic Massara aveva parlato senza promesse ma con frasi “pesanti”: “opportunità di fine mercato”, “riflessioni definitive”, “sintonia”. Il giorno dopo, con la Roma che vince 2-0 e ritrova un attaccante capace di decidere da solo, quelle parole non sembrano più diplomazia: sembrano direzione.
Zaragoza come indizio, non come slogan: la Roma cercava quel tipo di calcio
Quando Massara definisce Bryan Zaragoza “un’opportunità di fine mercato” e soprattutto un calciatore con “caratteristiche che mancavano al nostro attacco”, il messaggio è semplice: la Roma voleva un’arma immediata per cambiare ritmo, saltare l’uomo e accorciare la strada verso la porta. E contro il Cagliari si è visto cosa significa “scorciatoia”: la Roma ha colpito in verticale, ha riempito l’area, ha trasformato i movimenti in gol. In questo senso, la doppietta di Malen è quasi la prova pratica di un’idea: meno giri a vuoto, più cattiveria negli ultimi metri.
Rinnovi, Gasperini, Totti: dopo i gol arriva la parte difficile
Il passaggio sui contratti in scadenza resta il più delicato: “questo è il momento delle riflessioni definitive”. Massara ha scelto la tutela del gruppo (“attaccamento e professionalità”), ma la sensazione è che la Roma sia entrata nella settimana delle decisioni, non più delle chiacchiere. E qui si incastra la “sintonia” con Gian Piero Gasperini: non è una parola di circostanza, è una necessità. Perché se l’allenatore deve “massimizzare”, la società deve scegliere chi è parte del progetto.
E sullo sfondo resta Francesco Totti: “la storia della Roma”, rapporto ottimo con The Friedkin Group, valutazioni “solo della proprietà”. Dopo una vittoria che rimette energia e fiducia, quel tema non sparisce: semplicemente, diventa ancora più politico. Anche perché l’identità, a Roma, conta quanto i punti.