La Roma sblocca Roma-Cagliari con un gol che vale doppio: per il vantaggio, certo, ma anche per ciò che racconta. Perché dentro l’1-0 c’è il Malen che la Roma pensava di aver comprato — gamba, fame, attacco della profondità — e c’è un dettaglio inatteso: la giocata da “regista” di Gianluca Mancini, che inventa una filtrante col mancino e manda in porta il compagno con un tempo perfetto.
L’azione: taglio, filtrante col mancino e scavetto da killer
Malen aveva iniziato la gara in modalità “imprendibile”, con una serie di movimenti continui alle spalle della linea. Poi arriva l’episodio: Mancini trova spazio e pesca l’ennesimo taglio dell’olandese con una palla filtrante sorprendente, soprattutto per due motivi: è col mancino — non il suo piede naturale — e nasce da un difensore che non è “regista” per definizione.
Il resto lo fa Malen con qualità vera: controllo orientato per scappare via, palla allungata quanto basta per andare in corsa e corpo messo tra sé e Alberto Dossena, ormai battuto sul primo passo e poi anche sul fisico. Quando Elia Caprile esce per chiudere lo specchio, Malen è molto defilato, quasi sulla destra e vicino all’area piccola: posizione scomoda, angolo ridotto. Eppure sceglie la soluzione più difficile e più bella: tocco sotto, scavetto, pallone che supera l’uscita del portiere e finisce in rete.
Perché questo gol pesa: è un segnale sul “nuovo” attacco della Roma
Non è solo un gran gesto tecnico: è un gol che accende un’idea. La Roma segna attaccando la profondità con tempi e pulizia, e Malen conferma — almeno per adesso — di essere un acquisto che può spostare le partite anche senza bisogno di mille tocchi. Se la Roma vuole diventare più verticale, più feroce nei tagli e più cattiva negli ultimi metri, questa rete è un manifesto in 10 secondi.