La notizia “fredda” è semplice: Juan Jesus non ci sarà contro la Roma, perché il rosso rimediato nel finale col Genoa lo porta dritto alla squalifica.
Quella “calda”, per i romanisti, è un’altra: Napoli-Roma arriva nel momento in cui il Napoli sta iniziando a perdere certezze dietro, e la sensazione è che la partita possa spostarsi sul duello tra chi attacca e chi regge la pressione.
Juan Jesus out, Beukema dentro: non è un crollo, ma cambia la gestione
Juan Jesus è un ex Roma e, al netto del rendimento, un difensore che conosce bene partite ad alta tensione e sa “sporcarle” con mestiere. La sua uscita obbliga Conte a una scelta quasi automatica: Beukema come alternativa più credibile per completare il reparto.
Il Napoli non perde “tantissimo” in qualità pura, ma perde un tipo di esperienza specifica: quella di chi sa soffrire senza disunirsi. E contro una Roma che con Malen e Zaragoza vive di strappi e uno contro uno, basta poco per trasformare una partita ordinata in una partita emotiva.
Buongiorno non è impeccabile, e l’area può diventare un bersaglio
Il vero tema, più del cambio secco Juan Jesus-Beukema, è che contro il Genoa sono emerse sbavature difensive e Conte è stato costretto anche a intervenire con correttivi in corsa.
Se la catena di destra della Roma (Zaragoza che entra dentro il campo, Malen che attacca lo spazio, più eventuale sovrapposizione) riesce a “tirare fuori” il centrale e attaccare il corridoio alle spalle, lì si aprono le crepe che a Udine non sono state punite.
E poi c’è l’altra variabile: McTominay, uscito all’intervallo per un fastidio al gluteo, resta in dubbio in attesa degli esami.
Se non dovesse farcela, il Napoli perderebbe anche un pezzo di filtro e di fisicità in mezzo: un’assenza che, indirettamente, espone ancora di più la linea difensiva.