Roma, cosa ti porta davvero Zaragoza: l’ex tecnico lo avvisa e spiega perché può cambiare Roma-Cagliari

Lunedì alle 20:45 all’Stadio Olimpico arriva il Cagliari e la curiosità è tutta su Bryan Zaragoza: più che un nome, un tipo di giocata che alla Roma mancava

Jacopo Mandò -
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Bryan Zaragoza
Bryan Zaragoza a Trigoria: l’ex allenatore lo paragona a Vinicius Junior – Romaforever.it

La Roma lo ha preso in prestito dal Bayern Monaco con diritto di riscatto. E l’idea è chiara: mettere in mano a Gian Piero Gasperini un giocatore che crea vantaggio da solo, quando la partita si incolla. Ma cosa devono aspettarsi i romanisti, concretamente? Le parole di Ruben Torrecilla (ex allenatore di Zaragoza al Granada B) sono utili proprio perché non sono “pubblicità”: sono un identikit.

Non è solo talento: è un acceleratore di “situazioni”

Torrecilla lo dice tra le righe: persona “da dieci”, margini enormi e crescita costruita col lavoro. Non è un colpo da highlights, è un profilo che può reggere un contesto esigente se si sente dentro il progetto.

Tecnicamente, però, il punto vero è un altro: Zaragoza è quel tipo di esterno che ti alza il baricentro senza che tu debba per forza palleggiare bene. Perché se punta l’uomo vicino all’area, costringe la difesa a scegliere: raddoppio (e quindi spazio altrove) o uno contro uno (e quindi rischio). Non a caso lui stesso ha parlato di “calcio di strada”, dribbling e duello individuale come qualità principali.

Come Vinícius”: il paragone è enorme, ma la chiave è la stessa

Torrecilla azzarda il confronto con Vinícius Júnior: non perché Zaragoza sia “quel livello”, ma per la sensazione che dà quando ti viene addosso. Non sai da che parte andrà, e intanto ti fa arretrare. È il tipo di dettaglio che cambia anche la lettura degli altri: con uno così, la Roma può permettersi di cercare prima Malen in profondità, di riempire l’area con tempi più puliti, e di non vivere solo di cross “telefonati”.

E in più c’è la duttilità che piace a Gasperini: ala sinistra naturale, ma utilizzabile anche a destra o da trequartista/seconda punta a seconda del sistema e degli incastri.
Insomma: più che “un acquisto”, è una funzione. E contro il Cagliari, se parte subito o entra per spaccare la partita, lo capirai in un minuto: quando riceve e invece di scaricare… ti punta.