Mentre Paulo Dybala continua il suo percorso di recupero a Trigoria, con l’obiettivo di tornare presto al centro del progetto tecnico della Roma, fuori dal campo si avvicina un evento destinato a cambiare per sempre la sua vita. La moglie Oriana Sabatini ha infatti confermato che la prima figlia della coppia nascerà a Roma, con il parto previsto nella prima metà di marzo.
La decisione è stata raccontata dalla stessa Oriana in un’intervista a Resumido, nella quale ha spiegato come la scelta sia stata quasi obbligata dalle esigenze del calendario calcistico. “La bambina nascerà in Italia”, ha chiarito. “Prima di tutto perché voglio un parto naturale, se sarà possibile, e poi perché voglio che il padre sia qui. Nel calcio ci sono pochissimi giorni liberi e le vacanze arrivano solo a giugno o luglio. Di fatto, deve nascere qui”. Una scelta dettata dalla necessità di restare vicini, in un momento in cui gli impegni professionali di Dybala non consentirebbero lunghi spostamenti.
Nonostante la consapevolezza della situazione, Oriana ha ammesso che non è stato semplice accettare l’idea di affrontare il parto lontano dall’Argentina. “È stato difficile accettarlo. Non è facile pensare che intorno a me ci saranno persone che non parlano la mia lingua e che dovrò tradurre mentalmente quello che mi dicono mentre sto partorendo”, ha raccontato, sottolineando un aspetto emotivo spesso poco considerato.
La fase finale della gravidanza si sta rivelando più complessa del previsto anche dal punto di vista fisico. La Sabatini non ha nascosto le difficoltà: “Mentirei se dicessi che sto bene. È un dolore cronico e nessuno mi aveva avvisato che sarebbe successo”, ha spiegato, parlando apertamente di nausea e vertigini che accompagnano queste settimane.
Sul nome della bambina, invece, non ci sono dubbi né margini di discussione. La scelta è stata fatta da tempo ed è legata a un desiderio personale molto forte. “Il nome è deciso, lo amo da quando avevo quindici anni. Quando mi hanno detto che era una femmina, ho pensato che non avrei potuto darle nessun altro nome”. Una decisione che Oriana ha voluto rivendicare con decisione anche nel rapporto con il marito: “Gli ho detto come si sarebbe chiamata, non gliel’ho chiesto. Amo gli uomini, ma sono io quella che porta in grembo la bambina. È il mio corpo quello in gioco, non il suo”.
In attesa di rivedere Dybala protagonista in campo, la famiglia giallorossa si prepara così ad accogliere una nuova vita proprio nella Capitale, tra calcio, lavoro e un futuro che sta per cambiare profondamente.