La notizia è “buona” solo a metà, ed è proprio questo il paradosso che sta incendiando l’umore romanista: Paulo Dybala non ha lesioni al ginocchio, ma dovrà fermarsi per una lieve infiammazione della capsula laterale. Tradotto: sospiro di sollievo, sì. Ma anche l’ennesimo promemoria che con la Joya non esiste mai una normalità.
Il responso medico e le partite che rischia di saltare
Gli esami hanno escluso complicazioni serie: Dybala ha già iniziato fisioterapia e lavoro specifico e, salvo sorprese, non sarà disponibile per Udinese-Roma. L’obiettivo realistico diventa rientrare tra Cagliari (9 febbraio) e Napoli (15 febbraio), con una gestione prudente proprio per evitare ricadute.
La spaccatura social: sollievo vs esasperazione
Ed ecco la frattura: c’è chi la prende come una piccola vittoria (“solo due settimane, poteva andare peggio”) e chi invece la vive come l’ennesima sconfitta di sistema (“anche due partite sono troppe, e poi come torna?”). Non è solo discussione sul calendario: è una questione di fiducia, perché Dybala è diventato il simbolo di una Roma che quando sembra ripartire… deve sempre rimettere mano al nastro adesivo. E Gasperini lo sa: “fondamentale”, ma da valutare giorno per giorno.
Il punto vero: non è la gravità, è l’incertezza
La Roma non si spacca sul bollettino, si spacca sull’incognita. Perché un assente “certo” si sostituisce. Un fuoriclasse intermittente, invece, condiziona scelte, mercato e persino l’umore della piazza. E in questo limbo, ogni stop — anche breve — pesa doppio.