La pancia romanista è rimasta a lungo sull’Olimpico: Roma-Milan è finita 1-1, con una Roma capace di dominare il primo tempo, colpire e poi calare nella ripresa, e con l’ennesimo dibattito arbitrale (il presunto mano di Pulisic) a fare da eco.
Gasperini, in sostanza, ha dato la lettura più utile: c’è rammarico per quanto visto nei 90’, ma la squadra “esce forte” da una prestazione così.
Il rammarico “buono”: quello che ti alza l’asticella
Qui sta il punto editoriale: il rammarico non va negato, va compresso. Perché se continui a rigiocare la partita col Milan, rischi di arrivare in Grecia con la testa piena e le gambe vuote. E invece l’Europa League, in questo format, non perdona le settimane “distratte”.
La Roma è in una posizione preziosa: dopo il 2-0 allo Stoccarda è dentro la zona alta e basta un punto ad Atene per essere sicura del posto tra le prime 8 e quindi evitare i playoff.
Panathinaikos: trasferta scomoda e un ex che è un promemoria
Giovedì 29 gennaio (ore 21:00) si gioca Panathinaikos-Roma all’OAKA di Atene: non è una trasferta “neutra”, e lo confermano perfino le comunicazioni ufficiali per i tifosi in viaggio.
In più c’è una coincidenza che può diventare narrativa: Davide Calabria è al Panathinaikos.
E contro la Roma, all’Olimpico, Calabria ha anche un ricordo particolare: segnò uno dei suoi primi (e più simbolici) gol in carriera proprio in un Roma-Milan del 2018.
Morale: il “potevamo vincerla” di ieri deve diventare un piano semplice per domani. Un punto ti mette al sicuro, tre ti danno slancio. Ma la cosa peggiore sarebbe arrivare ad Atene ancora arrabbiati per l’Olimpico.