La pista Carrasco è calda perché, per una volta, il mercato non nasce solo dal campo ma dai conti. Il belga (32 anni, piede destro, contratto fino al 2027) vuole tornare in Europa e il suo entourage spinge: il rinnovo automatico legato alle presenze sposterebbe un ingaggio pesante interamente sull’Al-Shabab, non più “coperto” come prima, e la Roma prova a inserirsi con un’offerta contenuta (si parla di circa un milione).
Il “rischio Arabia”: Diaby e l’asse interno
Qui sta l’imprevisto: mentre Roma aspetta una risposta, in Arabia si muove anche un asse Al-Shabab/Al-Ittihad con l’ipotesi scambio Carrasco-Diaby. Tradotto: non basta che Carrasco voglia l’Europa, serve che la soluzione migliore per loro sia davvero la Roma.
Perché piace a Gasperini
Carrasco è un’ala che può fare anche il “trequartista largo”: ti dà dribbling e conduzione, ma soprattutto ti permette di alzare il volume senza stravolgere la struttura. È il classico innesto “adesso”, utile per una seconda parte di stagione dove non puoi aspettare l’adattamento.
Il binario dei giovani: Tel e Sauer (e la suggestione Alajbegović)
Se Carrasco è la scorciatoia, Tel e Sauer sono la costruzione: entrambi 2005, entrambi profili da ala che la Roma continua a tenere in agenda (Sauer con prezzo attorno ai 15 milioni, Tel pista complicata).
Sul fondo resta il rumore della Bosnia: Alajbegović (2007, Salisburgo) è un nome monitorato anche da altri club italiani, segnale che la Roma sta guardando pure alla “next wave”, non solo all’immediato.