La Roma perde Devyne Rensch a poche ore dal big match con il Milan: contusione al ginocchio sinistro e niente Olimpico. Nella lista di Gasperini restano fuori anche Angeliño, Dovbyk, El Shaarawy ed Hermoso, mentre tra le note positive c’è il recupero di Mancini e Ferguson.
Perché Rensch era prezioso: non (solo) per giocare, ma per “aggiustare”
Rensch non era semplicemente un’alternativa: era il classico giocatore che ti permette di cambiare pelle senza cambiare modulo. Se serve più spinta, può alzarsi; se serve più copertura, può stringere e diventare un difensore “di catena”. E soprattutto: è il tipo di pedina che, contro squadre con esterni forti, ti consente di raddoppiare con tempi giusti e di non andare in apnea dopo una palla persa.
Non a caso era stato regolarmente convocato anche all’andata a San Siro: segnale che, nelle partite “da fascia”, Gasperini lo considerava una carta utile.
Il domino sulle corsie: le due soluzioni più credibili
Senza Rensch, la Roma deve scegliere tra due strade:
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Wesley più bloccato e Celik più difensivo, per evitare di lasciare campo aperto sul lato di Leão (la priorità è non concedere transizioni pulite).
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Catena più offensiva, accettando un po’ di rischio: serve però una “rest-defence” impeccabile, perché il Milan vive di strappi e seconda palla.
In più, ANSA segnala che cresce l’ipotesi Cristante sulla trequarti al posto di Soulé, con Pisilli più dentro al gioco: scelta che aumenterebbe equilibrio, ma potrebbe togliere imprevedibilità nell’uno contro uno.
Dentro la lista, una spia di futuro: prima chiamata per Venturino
Nel gruppo c’è anche la prima convocazione del 19enne Lorenzo Venturino: oggi è un’opzione in corsa, domani può diventare una risorsa vera se il calendario (e l’infermeria) continueranno a bussare.