La doppia vita di Neil: “apprendista” in campionato, titolare in Europa
Se ti fermi ai minuti in Serie A, capisci lo scetticismo: 12 presenze ma solo 394 minuti, con appena 3 gare da titolare.
Poi però apri l’Europa League e cambia tutto: 6 partite, 540 minuti (media 90), 1 gol, con un dato che a Gasperini piace sempre: 92,67% di precisione passaggi e più di 11 km a partita.
In campionato lo stanno ancora “dosando”, in Europa lo stanno già trattando da perno.
Perché le big guardano (anche se non è ancora “da Roma” per tutti)
Il punto è che El Aynaoui non sta facendo rumore con highlights: lo fa con affidabilità. In Coppa d’Africa è stato protagonista fino alla finale, in una partita diventata caotica e ad altissima pressione.
È esattamente il tipo di contesto in cui gli scout cercano segnali: letture, personalità, tenuta mentale. E infatti, dalla Spagna rimbalzano indiscrezioni su un interesse del Barcellona “post-AFCON”.
Sul Real, invece, al momento restano solo chiacchiere da circuito social: suggestive, ma non verificabili.
Perché la Roma lo ritiene incedibile
Qui la logica è meno romantica e più aziendale: la Roma lo ha preso in estate con un investimento pesante e un contratto lungo. Il club lo ha annunciato ufficialmente a luglio 2025, accordo quinquennale dopo due stagioni importanti in Ligue 1.
Quindi venderlo ora significherebbe: 1) rinunciare a un profilo “alla Gasperini” (gamba, corsa, doppia fase), 2) perdere il vantaggio del secondo anno, quello in cui spesso questi centrocampisti esplodono davvero.
E forse è qui che sta il senso della storia: oggi sembra “non ancora da Roma”, ma il club lo tratta già come uno che può diventarlo.