La Roma è tornata a costruire una cosa che in Europa conta tantissimo: la ripetibilità. Con il 2-0 allo Stoccarda firmato Pisilli, sono diventate quattro vittorie consecutive in Europa League, un filotto che mancava dalla serie di cinque del 2020/21 con Paulo Fonseca.
Il “poker” non è casuale: vittorie diverse, stesso messaggio
La striscia attuale è un mix di contesti e difficoltà: Rangers-Roma 0-2, Roma-Midtjylland 2-1, Celtic-Roma 0-3, Roma-Stoccarda 2-0.
C’è un tratto comune che dice più del punteggio: la Roma sta vincendo senza dover essere sempre perfetta. A volte controlla, a volte soffre, a volte colpisce di ripartenza. Ma porta a casa.
Il parallelo “giusto” con il 2020/21
Quella Roma di Fonseca non vinse la coppa, ma arrivò fino alla semifinale, e soprattutto aveva dato un’identità europea riconoscibile: risultati in serie, e la sensazione che la gara successiva fosse la naturale prosecuzione della precedente.
Il filo che lega le due strisce non è romantico: è pratico. Quando vinci più partite di fila in Europa, smetti di inseguire la competizione e inizi a farla girare attorno ai tuoi ritmi.
Il dato “nascosto” che racconta il vero salto
Fin qui la Roma in Europa League ha segnato 12 gol e ne ha subiti 5, con 3 clean sheet: numeri che spiegano perché la striscia regge anche quando l’attacco non spara fuochi d’artificio.
È la base più solida per trasformare una statistica in ambizione: l’Europa non perdona le squadre che vincono “a giorni alterni”.