La Roma si è mossa: prima offerta verbale all’Al-Shabab per Carrasco, in prestito con diritto di riscatto, con il belga che avrebbe già manifestato apertura al ritorno in Europa. E qui entra la parte meno “da comunicato”: secondo quanto filtra, Carrasco avrebbe sentito Hermoso, che a Trigoria conta eccome e che conosce il giocatore dai tempi dell’Atletico Madrid.
Non è un colpo “di scadenza”: è un colpo di incastro
Carrasco, però, non è in scadenza. Il belga è legato all’Al-Shabab fino al 30 giugno 2027.
Quindi la Roma non “aspetta” un parametro zero: prova invece la strada più realistica, il prestito, perché oggi la priorità è un’esterno che dia soluzioni subito (ala, trequartista, seconda punta di appoggio: Carrasco ha coperto mezzo campo nella carriera).
Perché Hermoso conta più di un agente
Qui sta il retroscena: Hermoso avrebbe spinto su un concetto semplice, “è ancora uno da partita vera”. In un mercato dove molti profili arrivano via slide e video, avere una voce interna che conosce l’uomo (allenamenti, mentalità, gestione del gruppo) può essere decisivo per superare l’obiezione più grossa.
L’ostacolo vero: non il talento, ma lo stipendio
Il nodo resta economico: a 32 anni Carrasco vuole rientrare nel calcio che conta (anche per tornare più visibile in ottica Belgio), ma l’ingaggio saudita rende la formula il punto centrale della trattativa.
Ecco perché, se l’operazione si farà, sarà “chirurgica”: prestito, contributo dell’Al-Shabab e condizioni di riscatto costruite su misura.