La Roma è attesa domani alle ore 21:00 da una sfida importantissima per le sorti europee. I giallorossi ospiteranno all’Olimpico lo Stoccarda e la posta in palio è alta. vincere significherebbe avvicinarsi ancora di più alle prime 8 posizioni, evitando così i Play Off.
Intanto Il tecnico giallorosso Gian Piero Gasperini è intervenuto in conferenza stampa per presentare il match. Queste sono state le sue parole.
Le dichiarazioni di Gian Piero Gasperini
Che tipo di gestione farà in vista di domani considerando i tanti impegni?
“La squadra sta bene, a parte Hermoso e Dovbyk e i nuovi. Domani è una partita ravvicinata a quella del Milan: adesso è una gara a cui poniamo maggiore attenzione. In Europa stiamo bene, vincendo potremmo evitare i playoff. La nostra attenzione al momento è al campionato”.
Dybala sembra diverso, può giocare queste due gare ravvicinate? Si aspettava questa Roma a questo punto della stagione?
“La Roma si è contraddistinta sin da subito per la mentalità, il gruppo era già motivato per fare bene. Quello che mi auguro andando avanti in stagione, anche se 21 giornate è già significativo, è che si possa migliorare a livello qualitativo. Le prestazioni della squadra però sono sempre state buone, in poche gare siamo stati sottotono. Paulo aveva già fatto bene, poi è calato e ci ha messo un po’ più del previsto a recuperare. Gli anni passano, magari in velocità ha qualcosa in meno, ma ha le capacità di giocare in modo determinante”.
L’importanza dell’Europa League?
“Non metto il punto sulla vittoria del trofeo: l’ultima Coppa l’ha vinto l’Atalanta, poi il Parma. L’ultima vittoria in Champions risale al 2010 con l’Inter. Se il trofeo è l’unica cosa gratificante, allora si è sempre delusi: vincere un trofeo in Europa per le italiane è un problema. Vale per tutte, anche per la Roma. Va spostato l’obiettivo, bisogna crescere in ogni occasione. Quando si ha la sensazioen di essere forti, allora forse si può arrivare a vincere”.
La fiducia per il quarto posto è aumentata?
“Ho sempre giocato per fare il massimo, chiaro che all’inizio non sapevamo quale era la nostra dimensione. Ora, non c’è nulla di definitivo, ma è una posizione che abbiamo conquistato. Giochiamo sempre per dare il massimo, contro squadre molto vicine a noi, tolta l’Inter. Abbiamo un discreto vantaggio su Bologna e Atalanta, che sono state da Champions League fino alla passata stagione. Nei mesi ci siamo conquistati questa posizione e faremo di tutto per difenderla e incrementarla. Anche noi abbiamo una considerazione di noi stessi superiore rispetto a quella che avevamo qualche tempo fa”.
Ci spiega cosa è successo con Bailey? Si aspetta qualcosa in entrata ora?
“Bailey ha avuto un’esperienza negativa, si è infortunato il primo giorno e da lì è iniziato il calvario. A volte sembrava potesse avere recuperato, poi ha avuto ricadute. Pensavamo potesse aiutarci, ma gli infortuni hanno determinato la scelta. Compresa la gara col Torino in cui si è fermato, allora è stata presa la decisione. Questo apre uno spazio. Non so cosa può succedere, si vedrà. Se arrivano situazione che ci migliorano bene, altrimenti restiamo così come siamo”.
Come sta Ferguson? Il club lo vuole tenere fino a fine stagione?
“Sicuramente ha recuperato dalla contusione: domani ci sarà. Ora è un giocatore della Roma, ogni occasione è buona per lui per fare bene: ultimamente l’ha fatto. Domani mi aspetto una prestazione giusta da parte sua”.
Cosa pensa riguardo al divieto di trasferta ai tifosi?
“Questo è l’eterno problema: per pochi, vengono penalizzati tutti. Queste situazioni non le vuole nessuno, è chiaro, non fanno parte dello sport. I provvedimenti esistono per farne accadere di meno. Vedere così tanta gente in trasferta è positivo, mi dispiace. Non so se è la pena migliore, per me non lo è”.
I giovani in rosa possono essere considerati dei nuovi acquisti dato che sono migliorati da inizio di stagione?
“Mi piacerebbe sviluppare un nucleo forte di 15/16 giocatori competitivi, sui quali far crescere i giovani che possano alimentarlo. In base alla loro crescita, che va vista solo in campo, andare avanti con la crescita anche della società, che deve essere però sostenibile. Stiamo cercando di fare questo, la realtà quando sono arrivato diceva di una squadra con tanti esuberi e giocatori in scadenza. Ci vuole tempo, poi si parlerà di vittorie, ma senza questo non si può fare nulla. Ogni volta altrimenti hai un mese di calo e poi chi gioca? Pisilli è l’esempio di un settore giovanile che deve tornare a dare giocatori, lui è cresciuto e non serve andare in prestito, è cresciuto. Mi auguro che diventerà del valore degli altri, ma è il prototipo perfetto: non serve che vada in giro, deve diventare forte qui”.