Nel derby romano ci sono trattative che non arrivano nemmeno al “sì” del giocatore, perché si fermano prima: in riunione. L’ipotesi Nuno Tavares è esattamente questo tipo di storia. Secondo quanto filtra, a Trigoria si è ragionato sull’esterno della Lazio, ma l’operazione è stata scartata perché non tutti dentro la società erano convinti, anche (e soprattutto) per motivi ambientali.
Ed è qui che la notizia diventa interessante: non “Roma su Tavares”, ma “Roma che decide di non entrare nel tritacarne del derby”.
Perché Tavares era un profilo “logico” sul campo
Se la Roma vuole alzare gamba e spinta sugli esterni, Tavares è un nome che, per caratteristiche, torna sempre: esplosivo, fisico, da corsa lunga, uno che vive di sovrapposizioni e cavalcate.
E i numeri recenti spiegano perché, in passato, fosse stato raccontato come un giocatore capace di incidere anche in rifinitura: nel 2024/25 uno dei migliori assist-man del campionato (8 assist in stagione).
In più, la sua situazione sarebbe tutt’altro che “blindata”: in queste settimane attorno al giocatore circolano ipotesi di uscita (Besiktas, Bundesliga), segnale che l’idea di un cambio aria non è fantascienza.
Perché è stato scartato: la Roma ha evitato la trappola più antica
La parte “derby” è questa: non tutte le operazioni sono valutate solo per rendimento e prezzo. In una città dove tutto diventa simbolo, prendere un giocatore dall’altra sponda significa accettare una guerra narrativa prima ancora di giocare una partita.
E se il club non è compatto, quell’affare rischia di trasformarsi in un boomerang: il primo errore, il primo infortunio, la prima partita storta e l’operazione diventa un processo quotidiano.
Non è un caso che i passaggi tra Roma e Lazio siano sempre stati rarissimi e spesso traumatici: la storia dei “doppi ex” esiste, ma proprio perché eccezionale.
Scartare Tavares, quindi, è una scelta che pesa: non dice “non è forte”, dice “non vogliamo aggiungere benzina”.
La lettura “nuova”: cosa ci dice questa storia sul mercato che sta facendo la Roma
Questo retroscena svela una cosa: la Roma sta provando a fare un mercato più “razionale” e meno emotivo. Un esterno serve, sì. Ma serve anche non creare casi inutili.
In altre parole: non basta scegliere il giocatore giusto, devi scegliere anche la battaglia giusta. E nel derby romano, ogni scelta è una battaglia.