Il debutto con gol di Malen ha rubato la scena, ma il mercato della Roma ha un’altra scommessa che dice molto sulla direzione del club: Robinio Vaz. Gasperini lo ha definito apertamente un’operazione “in prospettiva”, un ragazzo giovane con qualità da scoprire poco alla volta.
A spingere ancora di più l’hype ci ha pensato De Zerbi, intervenuto a Viva el Futbol: “È tutto istinto… con le dovute proporzioni lo vedo come il primo Osimhen, quello di Lille” Ma la frase che conta davvero arriva subito dopo: deve “mantenere la fame”
Perché “Osimhen” è una chiave, non un paragone
Non significa “nuovo Ronaldo” o “nuovo Osimhen” (impossibile e ingiusto) Significa una cosa precisa: attaccante da energia e strappo, che vive di profondità, contatto, caos controllato. È il tipo di punta che in Serie A può spostare le difese anche senza toccare 40 palloni, perché costringe gli avversari a rinculare.
Non a caso, Vaz arriva con un’identità già netta: centravanti, 1,85, piede destro, classe 2007, contratto fino al 2030 e maglia 78.
L’avvertimento di De Zerbi è la vera notizia
De Zerbi ha raccontato anche il lato scomodo: a un certo punto Vaz “ha iniziato ad allenarsi così così” per questioni contrattuali. E qui si capisce perché Roma può essere il posto giusto o il posto più pericoloso: quando investi forte su un 18enne (operazione riportata attorno ai 25 milioni), la tentazione è bruciare le tappe.
La Roma, invece, deve fare l’opposto: proteggere la sua “fame” dentro un contesto esigente. Perché nel calcio di Gasperini non basta essere talento: devi essere continuo, feroce, affidabile. E Vaz, oggi, è soprattutto questo bivio.