Nel mercato esistono due categorie di notizie: “la Roma lo vuole” e “lo hanno offerto alla Roma”. Carrasco rientra nella seconda — e cambia tutto. Perché quando un profilo arriva tramite intermediario, spesso è il segnale che il club proprietario (Al Shabab) sta cercando una via d’uscita elegante: prestito, opzione, magari parte dello stipendio coperto altrove.
Il punto è che Carrasco non è un’occasione low-cost: ha contratto fino al 2027 e viaggia su cifre di circa 13 milioni lordi l’anno.
Perché proprio Carrasco: l’identikit combacia con la priorità “inverted”
Roma sta cercando un esterno sinistro che rientri sul destro. Carrasco è ala sinistra di piede destro, esperienza top (Atlético), e può giocare anche da esterno a tutta fascia: un profilo “pronto”, utile subito, soprattutto se serve qualità in campo aperto e nell’uno contro uno.
È la classica tentazione di gennaio: ti porti a casa un nome che alza il livello immediato. Ma…
Il vero tema: non è “se piace”, è “come lo rendi sostenibile”
Qui sta la differenza tra gossip e strategia. Con quel tipo di stipendio, l’affare può vivere solo così:
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spalmi e condividi: Al Shabab paga una quota importante dell’ingaggio
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prestito “intelligente”: opzione legata a presenze/obiettivi, non obbligo secco
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bonus al posto del fisso: abbassi il garantito, alzi i premi (gol/assist/Champions)
Altrimenti il rischio è semplice: ti prendi un “nome” e ti blocchi margini per un esterno più giovane e rivendibile (tipo il profilo Godts). Carrasco è scorciatoia, non progetto: può funzionare, ma solo se il conto torna davvero.