Raspadori, la Roma aspetta il sì: il nodo è il riscatto. Napoli e Atalanta in scia

Massara vuole una risposta definitiva: Jack chiede più certezze sul futuro (obbligo “vero”), mentre sullo sfondo si muovono gli scenari legati a Lang e Lookman

Jacopo Mandò -
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Raspadori
Raspadori con l’Atletico Madrid: la Roma attende ancora – Romaforever.it

La trattativa Roma-Raspadori è arrivata al punto in cui non si può più galleggiare. A Trigoria vogliono chiudere o cambiare strada: lo scrivono chiaramente anche da ambienti vicini al club, con Massara che pretende il “dentro o fuori” dopo settimane di contatti e attese.

Il nodo: “obbligo” e garanzie più solide

Il tema non è tanto la destinazione, perché l’idea di lavorare con Gasperini resta forte. Il vero nodo è la formula: l’entourage spinge per un obbligo di riscatto più certo, una tutela per avere continuità di progetto e carriera. In queste ore, la Roma ha già ritoccato le garanzie richieste dal giocatore e impostato l’operazione su prestito oneroso con diritto che può diventare obbligo al verificarsi di condizioni (con cifre complessive nell’ordine dei 25 milioni).
È esattamente qui che Jack vuole sentirsi “coperto”: non un semplice diritto, ma una strada tracciata.

Napoli e Atalanta sullo sfondo: dipende da Lang e Lookman

Intanto, la concorrenza resta: Napoli e Atalanta vengono indicati ancora “in gioco” in attesa di sviluppi sulle rispettive uscite.
Sul fronte Napoli, nelle ultime ore è tornata a circolare con forza la pista Fenerbahçe-Noa Lang, con riflessioni in corso.
In casa Atalanta, invece, continua il rebus Lookman, con rumors di mercato (sempre verso la Turchia) che potrebbero cambiare gli incastri offensivi.

La pazienza dei tifosi e l’“effetto Sancho”

E poi c’è l’umore della piazza. Anche qui i segnali sono netti: “tifoseria stanca” è l’espressione che rimbalza, e sui social molti iniziano a chiedere di virare su alternative per non rivivere la sensazione dell’estate scorsa, quando la telenovela Sancho sembrava non portare mai a una scelta convinta.
La differenza, però, è sostanziale: qui non è un “no” al progetto Roma, ma una richiesta di certezze contrattuali. Ora tocca a Trigoria decidere se alzare ancora il livello delle garanzie o passare oltre.