Pjanic e quel “non ho mai capito perché”: dal dolore della finale alla clausola Juve, i retroscena dell’ex Roma

Nel podcast “S.R.Q.R. – Sono Romanisti e Quasi Romani” di Radio Romanista, il bosniaco ripercorre i momenti chiave in giallorosso: la mancata finale giocata, l’Atletico sfiorato e l’addio del 2016

Jacopo Mandò -
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Pjanic
Pjanic con la Roma: il racconto dei retroscena giallorossi – Romaforever.it

Miralem Pjanic torna a parlare da romanista, con la lucidità di chi sa che certe ferite non si chiudono mai del tutto. Nel quarto episodio di S.R.Q.R. – Sono Romanisti e Quasi Romani, il podcast di Radio Romanista (integrale dal 13 gennaio), l’ex centrocampista riavvolge il nastro: “Rimasi malissimo di non disputare neanche un minuto nella finale di Coppa Italia contro la Lazio”.

La mancata firma con l’Atletico Madrid

Pjanic racconta un’estate 2013 che poteva cambiare tutto: “Avevo già avuto ad inizio stagione dei problemi con Zeman”, poi la finale con Andreazzoli e quella scelta rimasta senza risposta: “Mi lasciò in panchina e non ho mai capito perché”. Da lì la frattura emotiva: “Ero molto deluso, tanto da aver accettato il trasferimento all’Atletico Madrid… mi ero già messo d’accordo con Andrea Berta, dovevo solo firmare”.
In mezzo, l’uomo che cambia la storia: Rudi Garcia, che “blocca” la cessione e lo rimette al centro del progetto.

Il mio sogno era vincere con la Roma”: la clausola e la decisione del 2016

Arriviamo al capitolo più discusso. Pjanic chiarisce: “Sul mio contratto c’era una clausola che la Juventus pagò interamente”.
Ma la parte che pesa è un’altra, ed è tutta dentro ai suoi virgolettati: “Potevo andare via molto prima… la Juve mi cercava già da due anni”, eppure “a gennaio mi contattò il Psg ma io volevo rimanere a Roma e rinnovai perché il mio sogno era vincere con i giallorossi”.
Poi, l’accordo “condiviso” sulla clausola: “Decidemmo insieme al club di inserirla per una cifra che andava bene sia a me che a loro”. E infine il momento della scelta: nel 2016 la Juve lo chiama “al posto di Pirlo” e lui ammette: “Ho deciso di accettare… mi dispiaceva lasciare Roma, ma erano cinque anni che provavamo a vincere senza riuscirci”.