A Trigoria l’argomento è diventato routine: ogni conferenza stampa di Gasperini si apre con il bollettino medico. Alla vigilia del Sassuolo l’elenco era lungo (Gollini, Baldanzi, Pellegrini, Bailey, Dovbyk e Wesley influenzato), e la partita ha aggiunto un nuovo grattacapo: Ferguson, costretto al cambio nel primo tempo.
Il caso Ferguson e la “catena” in attacco
Gasperini ha provato a rassicurare: per l’irlandese si parla di forte contusione alla schiena, “colpi dolorosi che ti semi-paralizzano”, ma non di un guaio muscolare. Gli esami diranno se bastano pochi giorni o se servirà prudenza.
Il punto, però, è sistemico: davanti la Roma ha perso pezzi a raffica. E quando ti mancano Dovbyk (stop muscolare, rientro stimato verso fine gennaio) e gli esterni/trequartisti vanno a intermittenza, ogni infortunio pesa doppio.
61 gare saltate: perché il confronto con l’anno scorso spaventa
Il dato che circola oggi è questo: 61 partite saltate per infortunio dopo 26 gare complessive già archiviate, con Bailey ai vertici (circa 15).
E qui sta l’allarme: nel 2024-25, stagione molto più “lunga” (52 partite totali), le gare saltate furono 77. In pratica la Roma di oggi si avvicina già a quel totale avendo giocato molto meno.
Cosa significa per Gasperini e per il mercato
Non è solo sfortuna: è gestione delle rotazioni, carico fisico, rosa corta e mercato che diventa obbligo. Per competere su due fronti servono alternative vere, altrimenti ogni settimana è un nuovo piano di emergenza.