Roma-Sassuolo finisce 2-0 e, oltre ai gol di Koné e Soulé, c’è una fotografia che spiega tutto: Paulo Dybala è stato il centro di gravità della manovra giallorossa, il giocatore che ha acceso (e riacceso) l’attacco quando serviva trovare la chiave. Dopo un primo tempo sporco e poco incisivo, la Roma ha alzato ritmo e qualità nella ripresa, trovando il vantaggio al 76’ e chiudendola al 79’.
I numeri che raccontano la partita di Dybala
I dati diffusi nel post gara sono clamorosi: 11 creazioni di occasioni per tirare, 61 conduzioni di palla, 8 passaggi chiave, 57 tocchi nella trequarti offensiva e 12 tocchi in area avversaria. Tutti valori che rappresenterebbero il picco stagionale in una singola gara per un giocatore della Roma.
E’ stata una prestazione da giocatore che non si limita a “rifinire”, bensì costruisce, accompagna e finalizza. Un Dybala dentro ogni azione: tra le linee, nel corto, nel cambio gioco, e soprattutto nel momento in cui la partita chiede personalità.
Perché per Gasperini è una notizia enorme
Con l’attacco spesso condizionato da assenze e rotazioni, avere un Dybala così presente significa poter alzare il volume offensivo anche senza una punta dominante: più tocchi vicino all’area, più palloni giocati in zona calda, più soluzioni per mandare in porta chi arriva da dietro (come Koné sul primo gol).
E se questa è la versione “totale” della Joya, allora la Roma non sta solo vincendo: sta costruendo un’identità.