Venditti: “Gasperini ha una buona base, bastano pochi ritocchi”

Il cantautore e noto tifoso giallorosso ha parlato di Roma nel corso di un’intervista

Jacopo Pagliara -
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Antonello Venditti
Antonello Venditti (foto roma.repubblica.it)

Antonello Venditti e la Roma, un legame indissolubile, suggellato anche dalle sue canzoni e non solo, è tornato a parlare di calcio e naturalmente anche di Roma. Il cantautore romano ha infatti rilasciato un’intervista in esclusiva per Tuttosport nel quale ha toccato inevitabilmente l’argomento Roma. In particolare Venditti si è concentrato su Ranieri, suo grande amico, e sul lavoro di Gian Piero Gasperini. Ecco un estratto delle sue parole.

Le dichiarazioni di Antonello Venditti

Alla sua grande passione per il calcio e per la Roma si lega una riflessione sul presente e sul futuro del club, soprattutto alla luce dell’arrivo di Gasperini e della gestione della proprietà Friedkin:

Credo sia giusto riconoscere a chi sa fare il proprio mestiere applicazione e vocazione. Io sono un buon intenditore di calcio, a me piace rompere un giocattolo per capire cosa c’è dentro. Il calcio sarà anche divenuto un gigantesco affare, ma è pur sempre il gioco più bello del mondo. Claudio Ranieri è davvero un amico, una persona splendida, romano e romanista. Il suo capolavoro lo ha fatto in Inghilterra, ma penso che ancora abbia molto da dare a questo progetto”.

Venditti e Ranieri
Venditti e Ranieri (RomaForever.it)

Parlando poi dei rapporti personali e della possibilità di confrontarsi direttamente con il nuovo allenatore giallorosso, per Venditti emerge il desiderio di un incontro che ancora non c’è stato:

“Se ho incontrato Gasperini? No, e lo vorrei tanto, per parlare insieme di calcio, delle sue idee. Questa squadra ha una base buona: secondo me bastano pochi ritocchi”.

Il discorso si allarga infine a una visione più generale sul calcio e sugli allenatori che, nel corso degli anni, lo hanno maggiormente colpito per identità e coerenza di pensiero:

“Quelli che tirano diritto, che hanno una idea di calcio. Ancelotti, Sacchi, Capello, Ranieri e Gasperini appunto, Conte. Una sera ero a cena con Sacchi e gli parlai due ore per spiegargli l’essenza del suo gioco. Lui mi rispose candidamente che alcune delle cose che gli dicevo su uomini e moduli di gioco le stava scoprendo con me, che le aveva trovate per caso ma credo che sia così per tutte le grandi intuizioni umane: dalla scienza, alle discipline sportive”.