Il faccia a faccia a Trigoria non ha riguardato soltanto i rinforzi immediati. Nel confronto con dirigenza e proprietà, Gasperini avrebbe messo sul tavolo anche un tema più “strutturale”: giugno e i paletti che possono condizionare l’intero progetto tecnico. Una linea coerente con la tensione emersa negli ultimi giorni e con la richiesta di garanzie sul mercato.
Cessioni e fair play: la scadenza che torna sempre
Il nodo è noto: la Roma deve continuare a muoversi dentro i vincoli del settlement agreement UEFA, con obiettivi economici da rispettare a fine esercizio.
Per questo Gasperini vuole sapere in anticipo se a giugno serviranno sacrifici (plusvalenze/cessioni “obbligate”) e, soprattutto, quali: perché cambiano gerarchie, pianificazione e scelte di mercato già da gennaio.
I contratti in scadenza: rischio “svuotamento” e scelte da anticipare
Altro punto: i giocatori che il club può perdere per scadenza naturale. Alcuni contratti in essere arrivano a fine ciclo nei prossimi 6-18 mesi e, se non si decide per tempo, il rischio è doppio: perdere pedine senza incasso o ritrovarsi con un reparto da rifare.
Under e liste: per Gasperini non è un dettaglio, è un vincolo
La richiesta sugli under in rosa è tutt’altro che romantica. In Serie A la lista “over” è da 25 e prevede slot riservati ai calciatori formati in Italia e nel club; chi non li ha, si auto-limita.
E anche in Europa le liste UEFA impongono quote “local trained”: senza quei profili, la lista si accorcia.
Tradotto: trattenere e valorizzare i giovani non è solo prospettiva, è spazio in distinta e libertà di manovra sul mercato.