Roma, blindare Nardin è già un colpo: perché il rinnovo di un 2007 pesa più di quanto sembri

Secondo Di Marzio la Roma sta trattando il prolungamento di Federico Nardin: un segnale strategico per proteggere un talento della Primavera e mettere al sicuro un asset del club

Jacopo Mandò -
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Federico Nardin
Nardin con l’Italia giovanile: la Roma lavora al rinnovo – Romaforever.it

La Roma non lavora solo sul mercato “dei grandi”. Nelle ultime ore, infatti, è emersa la notizia di una trattativa per il rinnovo di Federico Nardin, difensore classe 2007 e protagonista anche con la maglia dell’Italia U19. Un dossier che, a prima vista, può sembrare secondario, ma che in realtà dice molto su come un club costruisce il futuro.

Chi è Nardin e che profilo sta blindando la Roma

Nato nel 2007, centrale di ruolo (piede destro), Nardin è stabilmente nel giro della Roma Primavera ed è considerato uno dei riferimenti del reparto. Le descrizioni che arrivano dal mondo del settore giovanile lo dipingono come un difensore con personalità, letture e una discreta pulizia in impostazione: qualità che, a quell’età, fanno la differenza perché accelerano il percorso verso il “grande salto”.

Perché rinnovare un 2007 è fondamentale

Blindare un 18enne non è solo un gesto di fiducia: è protezione tecnica ed economica. Le norme prevedono paletti precisi: in Italia il primo contratto da professionista può essere firmato dai 16 anni, ma per i minorenni la durata massima è tre stagioni sportive (conteggiando anche eventuali rinnovi condizionati). Tradotto: se aspetti troppo, rischi di trovarti a negoziare con meno forza (e con più concorrenza). Anticipare il rinnovo significa mantenere il controllo sul percorso del calciatore, evitare “zone grigie” e tutelare la società sul piano del valore.

Un messaggio al vivaio: meritocrazia e continuità

In più, operazioni del genere mandano un segnale interno: chi cresce e rende in Primavera viene premiato. E per un club come la Roma, che storicamente produce talento, questa è una leva enorme: costruisci fiducia nel sistema, e rendi più credibile il passaggio dalle giovanili alla prima squadra.