João Costa e la Roma nel cuore: “Mi mancava l’aria… poi mi sono ritrovato in campo”

L’ex Primavera giallorosso si racconta tra emozioni, debutto improvviso e i consigli (scherzosi) di Mourinho: “Con i giovani è sempre stato fantastico”

Jacopo Mandò -
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Joao Costa
João Costa in maglia Roma e l’abbraccio con De Rossi: ricordi dal vivaio a Trigoria – Romaforever.it

Ci sono storie che non hanno bisogno di titoli roboanti: basta ascoltarle. João Costa, ex talento della Primavera della Roma, ha ripercorso la sua esperienza in giallorosso in un’intervista a Gianlucadimarzio.com, riportando alla luce immagini che profumano di spogliatoio, di attesa, di quel confine sottile tra “non entrerò” e “sei già dentro la partita”. È un racconto fatto di dettagli piccoli, ma potentissimi, quelli che chi ha vissuto Trigoria da ragazzo non dimentica mai.

Il debutto: dal freddo in panchina al campo in un attimo

Costa descrive l’esordio come un lampo. In panchina, con i piedi ghiacciati e la coperta appoggiata sopra, aveva quasi accettato l’idea che il suo momento sarebbe scivolato via. Poi, all’improvviso, cambia tutto: arriva la chiamata, le istruzioni, la pettorina da togliere… e in un attimo si ritrova sul terreno di gioco.
Il passaggio che colpisce è proprio questo: la velocità con cui la realtà ribalta la percezione. Perché lui, dentro, dice di essere stato già pronto. Solo che certe emozioni non le governi: le vivi e basta.

Mourinho e quel “ti daranno la caccia”

Nel racconto spunta anche José Mourinho, con un aneddoto che fotografa bene il suo modo di stare nel gruppo. Durante il primo allenamento con la prima squadra, Costa segna con un pallonetto a Rui Patricio. Il giorno dopo, a Trigoria, Mourinho lo incrocia e gli lancia una frase che è metà sorriso e metà avvertimento: alla prossima seduta, “tutti ti daranno la caccia”.
È lo stile di José: leggerezza e competitività insieme. Costa lo dice senza giri di parole: oltre ad averlo fatto debuttare, lo ricorda come una persona capace di trattare bene i giovani, di farli sentire dentro il mondo dei grandi senza schiacciarli.

Roma, l’Italia e quella nostalgia che resta

Infine, c’è la parte più umana. Costa non nasconde quanto gli manchino l’Italia e Roma: l’atmosfera, le passeggiate in centro, lo stile di vita, quel modo “italiano” di vivere il calcio come qualcosa che va oltre i novanta minuti. E confessa che, ancora oggi, qualche partita di Serie A la guarda: perché quel campionato lo ha imparato ad amare.
È una dichiarazione semplice, ma bella: Roma ti lascia addosso qualcosa. Anche quando vai via.