C’è un dato che fotografa bene il “peso specifico” di Artem Dovbyk, oltre le sensazioni. L’attaccante ucraino è arrivato a 50 partecipazioni a gol (39 reti e 11 assist) nei cinque maggiori campionati europei. E c’è anche un dettaglio che, per la Roma, suona come un segnale: Dovbyk non segnava in trasferta in Serie A dal 29 marzo, e quell’ultima volta era arrivata proprio sul campo del Lecce.
Un numero che racconta continuità (non solo finalizzazione)
Arrivare a 50 “goal contributions” in top-5 non significa soltanto essere un finalizzatore: dentro ci sono anche gli assist, quindi la capacità di incidere nella manovra e nella rifinitura.
Per una Roma che cerca più produzione offensiva, sono cifre che valgono doppio: perché parlano di rendimento nel tempo e perché indicano un attaccante che può sporcare il tabellino anche senza segnare per forza ogni domenica.
Il “mal di trasferta” e il Via del Mare come spartiacque
La coincidenza è potente: lo stadio in cui aveva segnato l’ultima volta lontano dall’Olimpico diventa anche il luogo simbolico per interrompere un digiuno esterno che stava diventando un tema.
E in una partita in cui la Roma ha ritrovato punti e fiducia a Lecce, il suo gol (da subentrato) ha avuto anche il sapore della liberazione, oltre che del risultato.