Zbigniew Boniek torna a parlare di Serie A e lo fa con lo sguardo di chi, in Italia, ha lasciato un segno profondo. Intervenuto a Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1, l’ex campione polacco ha disegnato la mappa della lotta Scudetto, inserendo anche la Roma tra le squadre che possono avvicinarsi al gruppo di testa. Con una condizione chiara: per alzare l’asticella servirà un salto di qualità davanti.
Scudetto: Inter davanti, ma la corsa resta affollata
Per Boniek la favorita resta l’Inter, ma attenzione a un Milan che con Allegri – a suo dire – ha cambiato identità e sa vincere anche “di corto muso”. Interessante anche la riflessione sulle coppe: non averle, secondo lui, non è sempre un vantaggio per chi ha giocatori di alto livello, perché può togliere stimoli e ritmo. Nel discorso rientra pure il Napoli, promosso per la prestazione dell’ultima uscita, e la Juventus, che “comincia ad avere il marchio di Spalletti” e ha tutto – tra ambiente, storia e qualità – per lottare fino in fondo. In questo quadro, Boniek cita anche la Roma: “Spero possa inserirsi, ma deve crescere in attacco“.
Mercato Roma: il profilo giusto per esaltare Dybala e Soulé
Il passaggio più “romanista” dell’intervento è quello sulle necessità in attacco. Boniek non parla di nomi, ma di identikit: alla Roma serve un centravanti più compatibile con le qualità di Dybala e Soulé, uno che sappia dialogare, giocare di uno-due, combinare nello stretto. Non un attaccante utile soltanto spalle alla porta, ma un riferimento capace di cucire il gioco e rendere più fluida la manovra negli ultimi trenta metri.
Il concetto è semplice: se l’obiettivo è restare stabilmente in zona Champions e provare a spingersi oltre, un rinforzo offensivo deve arrivare e deve essere quello “giusto”, non solo il primo disponibile.
L’elogio a Yildiz e la richiesta alla Juve: serve un regista
Nel suo giro d’orizzonte Boniek spende parole importanti per Yildiz, definendolo già un giocatore fortissimo e potenzialmente un “crack” a brevissimo. Dribbling, capacità di saltare l’uomo e tiro: caratteristiche che, secondo l’ex bianconero, lo porteranno lontano.
E sul mercato juventino l’indicazione è altrettanto netta: a Torino servirebbe un regista, un uomo in mezzo al campo capace di valorizzare meglio la qualità offensiva della squadra.