La sconfitta con l’Atalanta ha riacceso una domanda che a Trigoria serpeggia da settimane: quanto può ancora durare l’avventura di Evan Ferguson in giallorosso? Ne ha parlato anche l’Amministratore Delegato del Brighton, Paul Barber, definendolo un ritorno “improbabile”. L’attaccante è arrivato in estate in prestito dal Brighton, con la promessa di crescita e impatto, ma la Roma – oggi – ha bisogno di certezze immediate davanti.
Un prestito “fragile” e una Roma che deve decidere in fretta
Il punto non è solo la prestazione di una sera: è l’insieme. Gasperini chiede presenza, intensità, fame nei 16 metri e soprattutto continuità. Se una squadra vuole restare agganciata alla corsa Champions, non può permettersi un attacco a intermittenza: ogni partita pesa doppio, ogni occasione sprecata pesa triplo. Ecco perché il dossier Ferguson, da semplice gestione, sta diventando scelta strategica.
Brighton, incastri e l’ipotesi di una terza via
Dall’Inghilterra filtra prudenza: il Brighton osserva l’evoluzione, ma un eventuale rientro anticipato non sarebbe automatico. Il prestito nasce con una logica chiara (sviluppo e minutaggio), e qualsiasi svolta deve incastrarsi con le necessità di tutte le parti in causa.
Sul tavolo, infatti, può prendere forma anche una “terza via”: se la Roma decidesse di interrompere il percorso, non è detto che il futuro di Ferguson passi per forza dal ritorno immediato alla base. In questo senso si parla anche di possibili interessamenti esteri (tra cui la pista Real Betis), ma al momento restano scenari da monitorare più che certezze.