Roberto Pruzzo, intervenuto a Radio Radio Mattino (104.5) alla vigilia di Atalanta-Roma, ha fotografato la partita con un concetto che suona quasi banale, ma che a Bergamo diventa un test di maturità: per fare gol bisogna andare dall’altra parte. Tradotto: la Roma non può pensare di gestire l’inerzia o di “aspettare” l’episodio. Deve prendersi campo, presenza, ritmo.
La chiave secondo Pruzzo: Roma padrona subito
Il punto centrale dell’analisi è la richiesta di dare immediatamente la sensazione di essere padrona della partita. Non solo possesso sterile, ma Roma alta, organizzata, che obbliga l’Atalanta a rinculare e a difendere nella propria metà campo. Perché, come sottolinea Pruzzo, quello è il terreno dove la squadra di Gasperini sa rendere meglio: stare stabilmente nella metà campo avversaria, accorciare le distanze, recuperare seconde palle e far girare l’azione in modo continuo.
È anche un messaggio psicologico: se a Bergamo ti metti a “sperare” che gli spazi arrivino da soli, rischi di inseguire una partita che non comandi tu.
“Con attenzione”: il dettaglio che cambia tutto
Dentro quel “però” c’è la partita vera. Pruzzo chiede attenzione, perché l’Atalanta – e in particolare certi uomini – può girare l’inerzia con una giocata. Fa un nome preciso: Charles De Ketelaere, uno di quelli che se prende fiducia può cambiare faccia ai 90 minuti.
Da qui la doppia richiesta: attaccare, ma concedere poco o niente. Non è un invito alla prudenza: è un invito alla qualità del pressing, alle coperture preventive, alla gestione delle transizioni. L’Atalanta vive di corse, strappi, riaggressioni: se perdi ordine mentre “vai dall’altra parte”, ti punisce.
Il bivio: comandare o sperare
La frase che resta è l’ultima: “Altrimenti aspetti, sperando che loro ti concedano degli spazi”. In pratica, Pruzzo mette la Roma davanti a un bivio netto:
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o imposti la gara e te la prendi;
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o finisci a dipendere dall’Atalanta e dagli episodi.
E per una Roma che vuole consolidare la zona Champions, il secondo scenario è quello da evitare.