Gian Piero Gasperini, oggi tecnico giallorosso, rientra nello stadio che ha segnato una parte importante della sua carriera. Bastano pochi minuti perché il clima si faccia carico di significati. Dalla Curva dell’Atalanta, al 10’, si alza uno striscione dal tono critico: “Una bella storia… si giudica anche dal finale. Peccato.” Con la parola ‘peccato’ scritta in giallorosso. Parole che punzecchiano il passato recente, riaccendendo discussioni e sentimenti mai del tutto sopiti.
Con il passare dei minuti, il racconto prende una piega diversa. Al 25’, dall’altra parte della Curva Nord Pisani, compare un messaggio opposto, intriso di riconoscenza per quanto fatto dall’attuale allenatore della Roma: “Un decennio di gloria scolpito nella nostra storia. Dividerci un colpo al cuore, ritrovarci una grande emozione. Bentornato Gasp, indelebile simbolo di Bergamo campione.” Lo striscione viene accolto dagli applausi e Gasperini risponde con un gesto di ringraziamento, quasi a voler chiudere un cerchio dal punto di vista umano prima ancora che sportivo.
Resta così un mix tra riconoscenza e critica, testimonianza di un legame intenso che ha lasciato nello stadio una scia di emozioni contrastanti difficili da cancellare.
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