Dybala-Roma, segnali di apertura: la Joya vuole restare e prepara la “prova del nove”

Dopo il Genoa, Paulo manda un messaggio: restare si può, ma il nodo è economico e il club chiede continuità

Jacopo Mandò -
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Dybala
Dybala in allenamento: ora la sua volontà è restare a Roma abbassandosi l’ingaggio – Romaforever.it

Paulo Dybala non sta ragionando da “fine corsa”. Anzi: il messaggio che filtra è opposto. L’argentino vuole continuare a Roma e, pur di farlo, sarebbe disposto a rivedere al ribasso l’ingaggio. Il contratto attuale (scadenza giugno 2026) pesa tanto e la società, coerente con le regole del nuovo progetto, non può ignorarlo. Da qui l’idea di un nuovo accordo su cifre molto più sostenibili, con l’obiettivo di tagliare in modo netto il costo annuo.

Il timing: prima il mercato, poi il tavolo

Il punto è anche “quando”. La linea è chiara: prima si chiude gennaio, poi si apre la discussione. È previsto un confronto tra dirigenza e l’agente Carlos Novel al termine della finestra invernale, per capire se esistono margini reali e soprattutto quale forma può avere il nuovo patto.

Nove partite per spostare l’ago

Gasperini (e la Roma) ragionano in modo pragmatico: talento e fantasia non si discutono, affidabilità sì. Per questo le prossime settimane diventano una verifica “sul campo” pesante: gestione fisica, minutaggio, impatto. Il Genoa è stato un segnale positivo, perché Dybala ha retto i 90’ e ha dato la sensazione di stare meglio dentro la partita e dentro il corpo.

Ma c’è anche un tema di incastri: se arriveranno nuove soluzioni offensive (Raspadori e Zirkzee), la Roma dovrà capire quanto la Joya resti centrale e quanto sia sostenibile l’eccezione economica. In altre parole: la volontà di Paulo c’è. Adesso serve un 2026 che inizi senza ricadute.