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Sadiq, gol in Serbia e cuore a Roma: "Datemi fiducia e segno, ma il vero fenomeno ha smesso..."

L'attaccante del Partizan: "Qui sto da Dio, 10 gol e 9 assist. Mi bastava avere una chance, ma sogno l'Olimpico. Walter stravedeva per me, Rudi mi spronava sempre"
Giovedì 14 novembre 2019
L'amico di una vita è rimasto accanto a lui: "E' in Serbia per farmi compagnia, mentre parliamo sta dormendo!" Stesso inizio, epilogo diverso. Perché l'altro, Abdullahi Nura, ha smesso di giocare ad aprile 2019 per un problema al cuore: "Era un fenomeno, il più forte. Abbiamo sempre giocato insieme, dalla Roma al Perugia. Poi dopo lo stop ha smesso di andare allo stadio, soffriva nel vedere le partite. Ora sta recuperando, e io sto realizzando il mio sogno anche per lui".

RINATO AL PARTIZAN — Parola di Umar Sadiq, 22 anni, punta del Partizan, 10 reti e 9 assist a Belgrado: "Sto benissimo. Ho trovato la continuità che mi mancava, serviva un po' di fiducia". Umar sta alla grande, ha imparato anche un pizzico di serbo: "Solo cose di campo come "passa", "uomo", "solo", per il resto parlo inglese". Anche con Savo Milosevic, allenatore del Partizan, ex attaccante del Parma dal 2000 al 2002. Feeling: "Non parla tanto, ma gli devo tutto. Mi dà consigli e mi aiuta nel quotidiano. Non mi fa mai sentire solo". Come Nura, l'ex terzino della Roma che oggi cammina al suo fianco, ripensando a un volo preso sei anni fa. Insieme: "Lo Spezia ci ha portato in Italia nel 2013, venivamo da Abuja e in valigia avevamo solo magliette leggere e pantaloncini corti. In Nigeria fa sempre caldo, non eravamo abituati al freddo".

SCARPE E CAPPOTTI — Nessun problema. Lo Spezia li manda a Lavagna, comune vicino Genova, ospiti dalla famiglia Mobilio: "Pino è stato il nostro papà italiano. Abbiamo vissuto a casa sua, legato con i suoi figli, se oggi siamo qui lo dobbiamo a lui, ci ha insegnato a vivere. La sua famiglia ci ha dato scarpe, vestiti pesanti, cappotti, sciarpe, di tutto". Quando ne parla Sadiq si ferma un attimo, ripensa a quei giorni, forse ha gli occhi lucidi ma non lo sappiamo. Ci piace pensare di sì: "Siamo stati un anno con lui, andavamo a giocare a calcio a 8 dopo gli allenamenti, abbiamo fatto qualche partita in D con la Lavagnese e giocato con la Juniores. Lo Spezia ci ha mandato a scuola, abbiamo imparato l'italiano, ci hanno aiutato tutti. Anche la famiglia Sannino (l'allenatore in seconda della Lavagnese ndr)". Lo Spezia se li riprende in Primavera l'anno successivo e Sadiq segna 24 gol, capocannoniere.
ROMA NEL CUORE— Nel 2015 arriva la Roma di Walter Sabatini. Sadiq sorride ancora: "Stravedeva per me...". Memorabile il primo incontro: "Era nervoso, la Roma aveva perso, mi strinse la mano e mi salutò. Stop. Poi il giorno dopo andai da lui e iniziammo a parlare, abbiamo un buon rapporto. Lui e Ricky Massara avevano molta fiducia in me, ogni volta che sbagliavo qualcosa a livello caratteriale Sabatini si arrabbiava e mi sgridava. Devo loro la carriera, resteranno sempre nel mio cuore". Come Rudi Garcia, ex allenatore della Roma, quello che gettò un 18enne nella mischia durante Bologna-Roma del 2015: "Ricordo la faccia di De Rossi, incazzatissimo, stavamo perdendo. Mi guarda e fa "oh, dobbiamo annientarli! Forza!". C'erano Pjanic, Salah, Dzeko, Nainggolan, il primo gol è stato magico".

GARCIA — Roma-Genoa 2-0, cross di Vainqueur e gol di Sadiq: "Segno, corro e abbraccio Garcia, prima delle partite veniva sempre in camera mia per incoraggiarmi. "Umar, sei forte", mi diceva, "Se segni tanta roba, se non segni va bene lo stesso". Tutt'ora ci sentiamo spesso, andai a trovarlo quando allenava il Marsiglia". Impossibile non chiedere di Totti poi: "Umile, sincero, scherzava sempre, anche con i più giovani. Una persona vera, difficile trovare gente come lui nel calcio. Sai, magari uno del suo livello, in altre circostanze, non avrebbe perso tempo a parlare coi giovani, invece lo faceva. Un campione vero". Sadiq segnerà anche contro il Chievo, 6 presenze e 2 reti al primo anno. Poi un paio di prestiti andati male: "A Bologna mi sono rotto la caviglia e sono stato fuori 6 mesi, a Torino giocai solo 3 partite. Ma sono cresciuto". Bene a Perugia l'anno scorso invece, 3 gol da gennaio a giugno: "Nesta aveva fiducia".

TEATRO DEI SOGNI — Il presente dice Partizan, stabilità, tanti gol, è in prestito dai giallorossi con diritto di riscatto (1,7 milioni). Il derby con la Stella Rossa è stata un'emozione: "A Roma se ne parla tutto l'anno, è vero, ma qui il biglietto è già introvabile dopo che esce il calendario. Il tifo è caldissimo, pensa che non riuscivo neanche a sentire i miei compagni in campo quando chiamavano il pallone". Due reti in Europa League e una serata magica a Old Trafford da titolare. Lo stadio dei sogni, tra cui il suo: "Da piccolo tifavo Manchester United, è stato fantastico giocare lì". Come questi mesi al top: "In pochi mi hanno dato l'opportunità di far vedere ciò che sono. Datemi una chance, come ha fatto Garcia, e vi faccio vedere io cosa posso fare". E il futuro? "Giocare a Roma sarebbe un sogno, vediamo. L'importante è continuare a segnare come sto facendo". Questione di feeling.
di Francesco Pietrella
Fonte: Gazzetta dello Sport
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