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Derby planetario, undici nazioni in campo in Lazio-Roma

Per giocare all'Olimpico i titolari hanno percorso oltre 56mila km. Il colombiano arriva da più lontano, Lorenzo unico romano
Venerdì 15 gennaio 2021
Se vogliamo, il derby di stasera è come se fosse una sorta di conclusione di un pellegrinaggio laico, in cui ventidue cavalieri - con un'unica eccezione - avessero deciso di percorrere un viaggio lunghissimo per darsi appuntamento nella capitale d'Italia e giocare una partita di calcio. Complessivamente hanno macinato 56.698 chilometri; più delle circonferenze della Terra (40.075 km) e della Luna (10.921 km) messe insieme. Lazio e Roma, in fondo, stasera ruberanno la scena a tutto il calcio del nostro Paese per diventare la vetrina del mondo, visto che soltanto fra i titolari sono rappresentate 11 nazioni: Italia, Spagna, Francia, Brasile, Romania, Serbia, Olanda, Inghilterra, Armenia, Bosnia ed Ecuador.

PELLEGRINI, IL REDUCE — A fare più strada sono stati i cavalieri biancocelesti, che hanno in Caicedo quello venuto da più lontano. Chi in pratica tra i titolari non si è mosso da casa è solo uno, Lorenzo Pellegrini, l'unico romano rimasto (Cataldi è infortunato) a sentire il derby sulla propria pelle, come un tempo facevano Nesta, Di Canio, Totti, De Rossi e tutti quelli che hanno contribuito a scrivere pagine di una mitologia che all'improvviso sembra diventata fuori moda. Eppure proprio il centrocampista giallorosso potrebbe raccontare come una Stracittadina possa cambiare una carriera, e quindi per certi versi anche una vita. Il 29 settembre 2018, entrando dalla panchina, l'"enfant du pays" segnò un gol di tacco e fece un assist, il tutto per santificare il 3-1 finale ai danni della Lazio. Ecco, quel giorno il percorso di Lorenzo con la maglia giallorossa cambiò rotta, perché - parafrasando un'antica pubblicità sui diamanti - "un gol nel derby è per sempre".

ESORDIENTI GIALLOROSSI — Insomma, potrebbe essere proprio lui la persona giusta per catechizzare tutti i titolari della Roma, stasera, che scopriranno il derby per la prima volta. Si va dal brasiliano Ibanez, che è arrivato in giallorosso solo nello scorso mercato invernale, all'olandese Karsdorp, la cui sfortuna dal punto di vista degli infortuni finora lo ha privato di giocare la Stracittadina, per arrivare allo spagnolo Villar e all'armeno Mkhitaryan - agli antipodi per età ed esperienza - che per fresca militanza o problemi fisici sono a questo momento hanno assistito alla sfida solo da lontano. Chi invece aspetta il derby come una specie di rivincita personale è senz'altro Pau Lopez. Nella scorsa stagione l'errore che propiziò il pareggio della Lazio è stato l'inizio del suo periodo negativo. Un declino inaspettato che il "lockdown" e il successivo infortunio al polso hanno così accentuato da farlo scivolare a portiere di riserva alle spalle di Mirante. Quasi una beffa per il portiere che era giunto alla Roma con l'etichetta del più costoso della storia giallorossa.

IL DEBUTTANTE — Nella Lazio c'è invece un solo esordiente, quantomeno tra i titolari. È Pepe Reina, portiere di lungo corso che non dovrebbe pagare l'emozione del novizio. Anche perché di derby ne ha vissuti parecchi, con il Liverpool (contro l'Everton) e in precedenza anche con il Barcellona (con l'Espanyol). Quello di Milano, quando era in rossonero, lo ha invece assaporato solo dalla panchina. A proposito di panchina. Stasera, su quella della Lazio, ci sono altri tre potenziali esordienti in una stracittadina romana. Sono Escalante, Muriqi e Pereira. Fremono per scendere in campo, sognano (soprattutto gli ultimi due che sono attaccanti) un debutto con gol, come riuscì a Miro Klose. Ma a sperare di giocare c'è pure il giovane difensore Nicolò Armini. Assente Cataldi (il centrocampista si è procurato uno stiramento nei giorni scorsi), è l'unico che parla romano tra i biancocelesti (è nato a Marino). Ma quello che più di tutti può spiegare cosa sia un derby non è nato a Roma e neppure in Italia: è Stefan Radu. Quella di stasera sarà la sua ventesima stracittadina. Un solo giocatore nella storia della Lazio ne ha giocati di più: Pino Wilson, presente in 23 derby. Il capitano della squadra campione d'Italia del ‘74 sarà però staccato stasera dallo stesso Radu nella classifica delle presenze complessive con la maglia della Lazio: sono entrambi a 394, oggi il romeno allungherà e metterà nel mirino il primo posto di Favalli (401). E a proposito di fedelissimi, stasera la Lazio ritroverà finalmente anche Senad Lulic, assente da quasi un anno. Dopo un calvario fatto di tre operazioni alla caviglia, il capitano tornerà per la prima volta in panchina. Potrebbe essere la sorpresa a gara in corso. Lui che ha legato il suo nome al derby più caro ai laziali: quello che nel 2013 regalò ai biancocelesti la Coppa Italia.
di Massimo Cecchini - Stefano Cieri
Fonte: Gazzetta dello Sport
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