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SPALLETTI: "Totti giocherà un bel pezzo di partita. Vorrei sentirlo parlare per conoscere..."

ROMA-GENOA LA CONFERENZA STAMPA DI LUCIANO SPALLETTI: "Che festa sarebbe senza i tre punti?. Totti? Vorrei sentirlo parlare, sentirlo contento della decisione da prendere per il suo futuro. Ci sono stati momenti in cui non ho condiviso le sue prese di posizione, ma siamo colpevoli un po' tutti. Il mio Futuro? Bisogna arrivare in fondo. In questa partita c'è tutto quello che stiamo cercando da un anno"
Sabato 27 maggio 2017
Luciano Spalletti, allenatore della Roma, ha parlato in conferenza stampa in vista della partita di domani pomeriggio contro il Genoa. Queste le sue parole:

Quali sono le insidie maggiori che presenta la partita di domani in una giornata particolare?
"Sono sempre le stesse. Sono che la testa venga portata su un altro tipo di attenzione ugualmente bellissima, importante e si perda di vista l'obiettivo primario. Che festa sarebbe senza i tre punti? La prima cosa è ricordare di fare la partita nel modo corretto, bisogna riesibire la nostra forza, la mentalità, la benzina che ci ha portato a giocarci questa partita".

In cosa la squadra è cresciuta di più?
"Di confronti ce ne sono stati tanti. Forse la cosa fondamentale che gli ricorderò è aver usato quella strategia che ogni volta si riparte da zero. Quando ti abitui a vincere aumenta il film del tuo ego e spesso succede che diventa più un io che un noi, noi, noi. C'è bisogno del noi per vincere la partita, per vincere titoli, per fare grandi risultati. Se ogni volta che vinci una partita riesci a fargli tornare che c'è da ripartire da zero, quella è la miglior medicina. Involontariamente il meccanismo è quello. È stato fondamentale perché non abbiamo mai preso imbarcate. Abbiamo perso partite fondamentali che non ci dimentichiamo mai e voi giustamente ce le ricordate. Ne abbiamo fatto uso. Però abbiamo vinto anche tante volte, il giorno dopo riesci a riorganizzare una reazione quando perdi, quando vinci succede che ammorbidisci oggi, domani e gli altri mettono tutte le qualità, gli elementi che ci vogliono e creano problemi. Ripartire da zero tutte le volte è stata la qualità della squadra".

Totti gioca dal primo minuto? Cosa rappresenta l'ultima partita con la Roma del giocatore che ha fatto la storia?
"Totti giocherà un bel pezzo di partita, quello più importante. Significa essere importanti, apprezzarlo non solo quando c'è stata la partita, ho avuto la fortuna di vedere la qualità del piede, delle sue giocate, di accorgermi in ritardo delle sue intuizioni geniali di anticipazioni, di giocata, di apertura prima che uno se ne accorga. Sono uno fortunatissimo, penso ci sia anche qualche altra cosa che lo riguarda, nel senso che l'ho visto segnare tante volte, mi è successo di essere stato presente tante volte quando ha fatto gol. Ce ne sono molti che potrebbero essere messi in fila come i più belli. Poi rischi di mettere alla trentesima posizione un gol che vale la prima. Quelli che ha fatto in allenamento. Poi in questa cosa qui c'è un po' da vedere il suo sentimento, cosa gli dice di fare. Effettivamente si deve esprimere ancora. È capitato ieri mattina in palestra, vorrei sentirlo contento della decisione da prendere per il suo futuro".



Domani sarà l'ultima partita di Spalletti alla Roma? O aspetterà l'arrivo di Pallotta per il futuro?
"Bisogna arrivare in fondo come ci siamo detti. In questa partita c'è tutto quello che stiamo cercando da un anno, bisogna essere bravi nella coerenza della strategia di lavoro. Nel programma giornaliero ci sono cinque minuti di confronto con la squadra, quando noi ci siamo parlati questo era un obiettivo fondamentale per far felici i nostri tifosi, non vogliamo sbagliare niente e dobbiamo essere tutti concentrati per questa vittoria, sono tre punti fondamentali per far venire bene la festa, sennò la festa ce la fanno gli altri. Il Napoli con la Sampdoria probabilmente vince, gioca bene a calcio, non molleranno fino all'ultimo. Abbiamo ribaltato la situazione dopo una sconfitta importante, abbiamo tirato fuori gli artigli e abbiamo rimesso in carreggiata la nostra squadra, che è una squadra fortissima. E' una squadra che qualche volta ha perso, ma non ha mai tradito. Di questi calciatori ci possiamo fidare, è una squadra da Roma, tutte le volte ha fatto vedere il proprio valore."

Qual è il ricordo che la lega di più a Totti? Quella che le può aver dato fastidio?
"Il pensiero che mi lega di più a Francesco è quello della qualità del giocatore, della forza, della personalità quando entra in campo. Una qualità fondamentale per il calciatore, visto che tutti si va a prendere in considerazione le cose visibili, è il carattere. Quando sei in una situazione dove tutti ti fanno sentire scomodo e tu prendi e fai vedere la cosa contraria, che "qui comando io, datemi la palla sui piedi e vi faccio vedere io". Toglie responsabilità agli altri calciatori, come fa il campione. E' una qualità importantissima per i risultati della squadra. Quello che mi ha dato fastidio? Nessuna. A volte non ho condiviso le sue prese di posizione, anzi qui siamo un po' colpevoli tutti, perché l'abbiamo un pochettino creato questo grandissimo calciatore che può ricoprire qualsiasi situazione che lo riguardi perché è Totti. Ne ha molte di qualità, in qualcuna bisogna che lui faccia ancora più conoscenza. Essere il leader della squadra e il capitano vuol dire qualche volta donare tutto quello che hai te agli altri. Lui probabilmente lo avrebbe fatto e lo ha fatto, ma agli altri non è arrivato lo stesso messaggio, vuoi un pochettino per noi tutti. E' stato messo davanti in ogni performance, magari annullando la qualità di un altro calciatore, che dal punto di vista di un allenatore, di un club, di una tifoseria dovrebbe essere un po' sviluppata, nel senso che la Roma deve vincere, non ci dobbiamo accontentare se ha vinto Totti, che ha vinto tanto. La Roma deve vincere e Totti deve saper far usare tutti i suoi successi per far vincere. Siamo qui a dire le stesse cose: la Roma non ha vinto niente e quindi c'è dentro il comportamento di Totti, anche se lui dei numeri importanti li ha fatti. Questa cosa qui a volte c'è stato qualcosa, anche questa potrebbe essere una chiave, non solo che nello spogliatoio ce l'hanno con me. Tu mi tiri dentro questo discorso e dite che ce l'ho con Totti, ci si mette contro e viene usato qui. Nella volta precedente lui sbagliò sei rigori di fila in una stagione. Tutte le volte D'Ubaldo titolava: 'Il prossimo lo tiro io'."

Interviene D'Ubaldo: "Lo diceva lui".

Continua Spalletti: "Lo scrivevi te. Quando uno sbaglia tre rigori si può cominciare a parlarne di far tirare altri, ma se vai a parlare con gli altri ti dicono lo tira Francesco. Il prossimo lo tiro io, il prossimo lo tiro io, ma magari se se ne segnava uno si facevano più punti. Questa cosa mi andò poco bene. Secondo me, ed è un discorso generale, Totti è un dono che ci è stato fatto, a tutti quelli che amano questo sport. Tutti lo hanno potuto usare e vedere, gli vogliamo tutti bene. Poi ogni tanto Totti viene usato per altri fini, anzi fammi fare un appello. Lasciate far a Vocalelli qualche volta la pagina come vorrebbe, sennò poi diventa acido, velenoso, vuole stanare, vuole stanare e poi è stanato. Vuol far vedere che gli vuole bene e poi lo usa. ‘Totti stana la Roma' è una cosa brutta, crea dei problemi prima di una partita come questa. Menomale che si è ricreduto, vi vuole serenità, divertimento e sorriso. Lasciate fare a Vocalelli il titolo che vuole in prima pagina".



Ci può confermare che sarebbe l'Inter la piazza prescelta in caso di secondo posto?
"Io ti confermo che voglio fare le cose migliori per la Roma. Ho detto 'se non vinco vado via', ma l'ho detto per assumermi delle responsabilità in quel momento. Si tenta di andare sempre a mettere un po' di veleno affinché ci si morda tra di noi. Si tenta di remare tutti nella stessa direzione, che è quella di fare grande la Roma, per fare grande la Roma c'è l'attenzione per vincere questa partita qui. Tutti i giocatori entreranno in campo per ottenere questo risultato."

Nel caso in cui dovesse andare via, la Roma sarebbe costretta a prendere il 14° allenatore in 14 campionati. È complicato lavorare in questa città?
"È una situazione corretta, dove si può lavorare benissimo. L'essenziale è riuscire a fare chiarezza su questa cosa qui, che si lavora tutti nella stessa direzione. Siamo un corpo unico. Gli allenatori si cambiano, ho letto nomi due mesi fa, sono situazioni che si possono fare, che fa parte dell'intuizione, della professione che facciamo. Non so se il prossimo anno la Roma avrà cambiato allenatore, noi ci rincontreremo in settimana. Domani c'è da dare spazio a quello che succede, se effettivamente Francesco dice che è l'ultima partita c'è da dare spazio a Totti, lo spazio è tutto per lui. Ci si rivede lunedì o martedì anche con la società per parlare insieme e dirsi due cose insieme, visto che poi si rifinisce a ha detto, si parla dell'ordine del giorno in quel momento lì".

D'Ubaldo replica sulla scelta della prima pagina del Corriere dello Sport...
"Io ero uno spettatore di Sky, poi ho letto il giorno dopo qualcosa di differente. ‘Totti stana la Roma' è un termine a me caro, si stana il centrocampista avversario, il mediano davanti alla difesa, l'originalità è degli allenatori e dei cacciatori, si stana la volpe. Si gioca in tre quarti perché se si riesce a giocare dietro il mediano avversario rompi la linea difensiva e allora vai nel buco. Li c'è tutto nello stanare il mediano, la linea difensiva ti sta addosso e ti lascia spazio dietro di loro. Se la linea difensiva scappa e ti lascia campo hai meno possibilità. Ognuno ha il suo lavoro"

Nel tuo modo di gestire questa ultima settimana di campionato che cosa ti hanno causato queste notizie sul tuo futuro?
"E' un po quello che dicevamo prima. Sono cose che si affrontano nella prossima conferenza stampa. Io ho fatto vedere, nonostante fosse venuto fuori che era un campionato difficilissimo, che abbiamo fatto dei risultati importanti, nonostante ognuno possa farli apparire come vuole. E' una squadra di grande valore, ho avuto la fortuna di lavorare con dei campioni. Se non si sono vinti titoli la responsabilità è mia, la società mi ha messo a disposizione dei giocatori forti. Se si vince questa partita si è rimesso tutto a posto. Quando la squadra ha perso non ha mai fatto 2-3 sconfitte di fila, si è sempre portato a casa il risultatino che permette di lavorare con più fiducia. Sono giocatori eccezionali. Gente come Alisson, Vermaelen e Gerson non li ho fatti mai giocare, ma li devo ringraziare, sono giocatori che hanno dato un contributo fondamentale affinché vengano fuori carattere, reazione, qualità, questa cosa che hai dentro, perché non è una parola ‘Domenica bisogna vincere'. Questo lo sanno tutti, poi bisogna far vedere quello che hai dentro per vincere. Quelli non scelti si sono allenati sempre nella stessa maniera perché tutti siano svegli per mantenersi il posto. Quelli che ho fatto giocare poco devo ringraziarli, sarò sempre disponibile con loro, abbiamo avuto a che fare con dei grandi calciatori e uomini veri."

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