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Roma, quale futuro per lo stadio? Progetto appeso alla Raggi

Ora più che mai il futuro di Tor di Valle è legato al destino della giunta, soprattutto se dovesse cadere la sindaca. Cosa farà Pallotta?
Mercoledì 20 marzo 2019
E ora? Lo stadio della Roma reggerà all'ultimo terremoto giudiziario o l'arresto del presidente dell'Assemblea capitolina Marcello De Vito gli assisterà un colpo da k.o.?

CHE RISCHIO — L'interrogativo è, ovviamente, innanzitutto di natura politica, perché fino ad ora l'azione dei magistrati, che hanno già rinviato a giudizio il costruttore Luca Parnasi e i suoi sodali, non ha intaccato gli atti amministrativi che hanno condotto il progetto Tor di Valle, in cui James Pallotta si avvia a recitare il doppio ruolo di presidente del club e proprietario dei terreni, a pochi metri dall'approvazione definitiva. Il problema è che questo tratto finale da percorrere ha bisogno di una copertura politica senza la quale corre il rischio di arenarsi, e chissà fino a quando. E la copertura verrà meno se l'arresto di De Vito scatenerà, come sembra in queste ore, una valanga su tutta l'amministrazione Raggi. Mai come in questa fase, infatti, il destino del progetto è legato al destino della giunta: se dovesse cadere la sindaca, va da sè, si porterebbe dietro il progetto Tor di Valle, a cui mancherebbe di colpo la maggioranza politica per ottenere l'approvazione alla variante al piano regolatore e la firma sulla convenzione urbanistica, gli ultimi atti con cui il Campidoglio dovrebbe "licenziare" il progetto e spedirlo in Regione per il passaggio finale prima del "via a costruire". A quel punto bisognerebbe aspettare la nomina di un commissario straordinario e augurarsi che si prenda la responsabilità di un atto politico molto grave: eventualità molto remota.

ALTRO RINVIO? — Ma se pure la Raggi dovesse restare al suo posto e la Giunta continuare a lavorare, per i consiglieri comunali del M5S si porrebbe il problema, etico prima che politico, di approvare un progetto per cui è finito agli arresti uno dei loro rappresentanti più autorevoli, con l'accusa infamante di essersi fatto corrompere per favorirne l'approvazione. È una strettoia angusta e pericolosa, in cui rischia di finire bloccato il progetto, vittima di un destino che in queste ore appare ineluttabile: soccombere alla burocrazia, alla mala politica, alla cattiva amministrazione. E a quel punto, se come minimo l'approvazione subirà l'ennesimo rinvio, cosa farà James Pallotta? C'è il rischio che ad un certo punto più che interrogarsi sul destino dello stadio, ci si dovrà porre un altro, più inquietante interrogativo: che ne sarà della Roma?
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INCERTEZZA — "Lasciateci capire. Se il procedimento non è viziato, tecnicamente si può andare comunque avanti". Lo ha detto il dg del Campidoglio, Franco Giampaoletti, entrando a Palazzo Senatorio, rispondendo a chi gli chiedeva se l'arresto di Marcello De Vito cambia qualcosa nell'iter amministrativo del progetto dello Stadio dell'As Roma. A chi gli domandava se politicamente si andrà avanti il dg ha risposto: "Questo non lo so".
di Alessandro Catapano
Fonte: Gazzetta dello Sport

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