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Roma, telenovela stadio: cinque anni di tormenti

L'arresto di De Vito è l'ennesima puntata di un progetto senza pace. Presentato nel marzo 2014, doveva aprire nel 2017, ma c'è stato l'ennesimo terremoto
Mercoledì 20 marzo 2019
Dall'inizio del progetto stadio sono trascorsi 2605 giorni. Una vicenda tormentata, che ha visto il primo progetto (voluto dall'ex sindaco Marino e dall'ex assessore Caudo) completamente rivoluzionato dall'amministrazione Cinque Stelle. La prima volta lo stadio della Roma era stato presentato pubblicamente esattamente cinque anni fa, il 26 marzo del 2014, con l'allora sindaco Marino che pronosticava l'apertura entro il 2017. Non un sogno, ma un'utopia.

Nel 2015, con la caduta di Marino, l'arrivo di Tronca, e l'elezione della sindaca Raggi l'anno successivo arrivano i ritardi, i dubbi di Pallotta sulla burocrazia italiana e la trattativa per convincere i Cinque Stelle. Al termine di settimane di trattative il progetto viene rivisto e rivisitato, i proponenti raggiungono l'accordo con la nuova amministrazione e anche la Conferenza dei Servizi dà parere favorevole al termine di mesi e mesi di lavoro.

INCHIESTA RINASCIMENTO — Il terremoto arriva nell'estate 2018, quando viene arrestato il costruttore Luca Parnasi, presidente di Eurnova e socio del presidente della Roma Pallotta. Il club giallorosso non è in alcun modo coinvolto nell'inchiesta, ma il Campidoglio è costretto a verificare la bontà degli atti prodotti fino a quel momento, valutando se le presunte condotte illecite di Parnasi abbiano influenzato il processo dello stadio in tema di viabilità. La sindaca Raggi chiede un parere ad un ente terzo, il Politecnico di Torino, e il 5 febbraio, alle 10.53, in Campidoglio annuncia alla stampa: "Siamo qui per illustrare la relazione sullo Stadio di Tor di Valle. Lo stadio si farà e i proponenti, se vorranno, potranno aprire i cantieri già quest'anno. Non ero obbligata a richiedere questo parere che è andato a rivedere un progetto già approvato in conferenza dei servizi. La stessa Procura ha detto che non c'erano problemi sul progetto, ma avevo l'esigenza come amministratore che tutti gli ‘ok' arrivati non fossero solo formali ma che portassero benefici per tutta la città di Roma". Adesso, neanche due mesi dopo quelle parole, un nuovo terremoto.
di Chiara Zucchelli
Fonte: Gazzetta dello Sport

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