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PELLEGRINI: "La Roma può diventare una delle squadre più importanti in Europa"

"Col Porto sarà una battaglia da fare insieme ai nostri tifosi"
Lunedì 11 febbraio 2019
Lorenzo Pellegrini, centrocampista della Roma, ha rilasciato un'intervista ai microfoni di Tele Radio Stereo in vista della partita di Champions League con il Porto. Queste le parole all'emittente radiofonica:

Come ha vissuto la grande popolarità dopo il gol al derby?
"In realtà è stato tutto più semplice dal derby in poi. L'anno scorso è particolare, ho dovuto fare i conti con nuove emozioni e sensazioni, non è stato semplice Noi siamo fuori quello che siamo dentro al campo, c'è stata un po' di discontuinità. Lo scorso anno non ho raggiunto i miei obiettivi e quest'anno volevo essere più continuo. Giocare una partita allo stadio con i propri tifosi che ti incitano è più facile. Sentirli con me è bello."

La sua opinione sulla Roma?
"Per me è una grande squadra e una grande società con grandi uomini prima che giocatori. È una società che deve, tramite il proprio progetto, porsi degli obiettivi più grandi. Non si possono raggiungere dopo tre mesi, deve costruire la propria casa, il proprio stadio, una pietra alla volta. Deve porsi degli step, raggiungerli e poi superarli. Così da qui a pochi anni diventerà una delle più grandi in Europa."

Il suo ruolo in campo?
"Cerco di essere sempre disponibile per qualsiasi ruolo. Sinceramente trequartista mi vedo meglio, sono più libero. Da mediano o da mezzala ti devi dividere il campo."

Se rimproverassi alla squadra di non essere consapevole di quanto è forte, lo accetterebbe?
"Sono un po' in disaccordo. Il campo lo viviamo tutti i giorni, conosciamo le qualità dei miei compagni. Quest'anno abbiamo sbagliato tanto, non ci nascondiamo. Se rigiochi cento volte la partita con la Fiorentina, non finisce mai 7-1. Dobbiamo migliorare tutti quanti. Questa squadra è fatta di ragazzi giovani, si deve crescere e acquisire esperienza. Non c'è mai stato un dubbio sulle qualità di ognuno di noi, sappiamo di essere stati costruiti per stare in alto che è dove vogliamo stare."

Non pensa di poter migliorare in fase realizzativa?
"Assolutamente, è una cosa in cui devo migliorare. Al Sassuolo il secondo anno ho fatto qualche gol in più, lo scorso anno ne ho fatti solo tre, la metà di Sassuolo."

Uno che hai fatto vale per dieci...
"Valgono tutti uno, purtroppo, dobbiamo arrivare a venti allora (ride, ndr). Tutti abbiamo tanti margini di miglioramento perché siamo tutti ragazzi giovani. Voglio fare più gol a livello personale ed è un mio obiettivo all'inizio dell'anno. Magari i miei compagni possono fare meglio in altro."

Cosa succede in qualche momento di gara quando vi perdete?
"Non penso che smettiamo di ragionare da squadra. Vi giuro che tutti pensano a vincere la partita e nessuno pensa al proprio orticello. Come dovrà essere col Porto. Poi è umano che in alcuni episodi negativi, non buttarsi giù, ma inconsciamente li accusi un pochino. Su questo dobbiamo lavorare. Magari a volte è successo che, nonostante si stava facendo una buona gara, un episodio negativo lo subisci inconsciamente. Contro il Milan abbiamo preso gol in una situazione di gioco nella quale io per primo dovevo fare meglio, è stato un episodio negativo in una grande prestazione, che però non ci ha buttato giù. La reazione di squadra, se ce l'hai una volta, c'è perché ce l'hai dentro."

Come state in vista di Roma-Porto? Può cambiare molto lo sapete?
"Vi assicuro che il Porto è una grande squadra. Non è di livello top ma è grande squadra, sarà difficile. Sappiamo quali emozioni porta passare il turno. Ti cambia una stagione, nonostante le difficoltà che abbiamo trovato finora. In campionato vogliamo arrivare tra i primi quattro e ci siamo e in coppa vogliamo superare il turno. Martedì sarà una battaglia da fare tutti insieme. E' troppo importante per noi arrivare allo stadio e trovare i nostri tifosi, una cosa che gli altri non possono capire. Un avversario prende forza se vede che i tifosi non sono con noi."

Un desiderio da esprimere per un suo compagno di squadra?
"Per De Rossi. Tutti sanno quanto conti per noi. Daniele potrebbe mettersi seduto in campo e sarebbe già importante. In questo momento in cui deve stare attento. Ecco... Vorrei farlo stare bene, così stiamo bene pure noi."

Zaniolo?
"Nicolò è un ragazzo molto intelligente. Sa quello che gli sta accadendo, non gli succede nulla per caso. Si è meritato tutto questo. Deve sapere che adesso per lui e tutto bello, ma potrà esserci un momento difficile. Lì dovrà farsi trovare pronto."

Si sente un giocatore di livello internazionale?
"Non ho mai giocato in altri campionati. Non lo so, forse ce lo dirà il tempo giocando in nazionale. Quello a cui pensò sempre, come dicevo prima, è venire qui ogni giorno per migliorarmi. Mi godo i miei 22 anni e spero di godermi la mia carriera al massimo."

Tanti capitani romani, ci pensi?
"Ovviamente. Ci sono nomi pesanti nella lista, l'ho detto spesso però. Già essere qui è stare a casa. A Trigoria ci sono cresciuto, quando fai il settore giovanile poi speri di arrivare qui. E quando ci sei dentro ti rendi conto quanto è grande. Quante volte ho fatto questa strada con mamma e papà. Adesso la faccio da solo, mi alleno sul campo A, prima entravo dal terzo cancello."

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