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Sogno double: Di Francesco a caccia dell'impresa

Lunedì 17 luglio 2017
Si diventa leggende in tanti modi. Quei 132 minuti sono stati un sogno indimenticabile, per diverse generazioni di calciatori irripetibile, ma possono aprire le porte di una storia ancora più bella: mentre volava verso Detroit alla scoperta della sua prima America, Eusebio Di Francesco avrà sicuramente pensato allo scudetto festeggiato con la Roma da giocatore e magari avrà pure fantasticato sulle prospettive di una doppietta incredibile. Se dovesse vincerlo anche da allenatore, durante il nuovo percorso a Trigoria, entrerebbe nell'élite di un gruppo di privilegiati che hanno saputo effettuare il double storico con la stessa squadra.

TUTTO MIO - Nel 2000/01, Di Francesco visse un'annata molto sfortunata perché si infortunò quasi subito al ginocchio, in Coppa Uefa a Nova Gorica, e potè partecipare solo 5 volte, per un totale di 132 minuti appunto, all'esaltante crociera sul mare tricolore. «Ma è uno scudetto che sento mio - ricorda - anche se non fui in grado di giocare tanto». Anche lui ebbe una piccola ricompensa dal destino, quando Fabio Capello lo rilanciò a sorpresa tra i titolari nella penultima giornata a Napoli: la Roma non esultò quel giorno ma Eusebio sì.

GALLERIA - Erano altri tempi e un'altra Roma ma in questo confronto epocale Di Francesco incrocia un'altra volta Capello, stavolta virtualmente. A Capello la doppietta è riuscita addirittura con due divise diverse, il Milan e la Juventus: campione d'Italia da calciatore e poi da allenatore, anche se i due scudetti vinti alla Juve non valgono perché annullati dalla sentenza di calciopoli. Restano limpidi invece i quattro celebrati al Milan in panchina dopo quello della Stella del 1978/79 che ne ha impreziosito la carriera sul campo. Restando in Italia, della galleria fanno parte altri top manager del momento: Carlo Ancelotti e Antonio Conte che si sono spartiti la gloria con i soliti club, cioè Milan e Juventus. Ora ci prova Di Francesco. E attenzione: in teoria tra gli allenatori che oggi lavorano in Serie A la possibilità è concessa anche all'altro "romano" Simone Inzaghi, che ha vinto con la Lazio da calciatore.

ESTERO - L'impresa è molto più diffusa in Spagna dove giusto pochi mesi fa Zinedine Zidane, mister Champions League, ha completato il filotto con il Real Madrid seguendo a distanza il Cholo Simeone, campione di ogni mestiere con l'Atletico. Zidane è stato il quinto madridista della serie, dopo Miguel Munoz, Del Bosque, Valdano e il chirurgico tedesco Schuster: una Liga vinta da calciatore e un'altra da allenatore. Si sono divertiti, manco a dirlo, almeno quanto i colleghi del Barcellona, da Guardiola a Cruyff passando per Luis Enrique, in aggiunta ai meno reclamizzati Samitier e Rexach. Ma se parliamo di Spagna, il vero eroe è il basco Juan Urquizu: dev'essere speciale scalare una nazione con la squadra della tua regione, l'Athletic Bilbao.

IL RECORD - Negli altri Paesi va rimarcato lo score di Ronald Koeman, vincente con due big d'Olanda sia correndo che pilotando: Ajax e Psv Eindhoven. Didier Deschamps deve invece accontentarsi del double marsigliese, perché alla Juventus non ha avuto il tempo di vincere da allenatore. Ma il risultato più pazzesco di sempre appartiene a Kenny Dalglish, mito scozzese del Liverpool: oltre ai cinque campionati conquistati da giocatore e ai due da allenatore, ne ha saputo vincere uno nella doppia veste. Player-manager sì: nel 1989/90 faceva la formazione e giocò pure una partita. Troppo.
di R. Maida
Fonte: Corriere dello Sport

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