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Commento
LuigidallUmbria
Una verità e un insegnamento
Bellissima perché inaspettata.

Bellissima perché non ci credevamo.

Bellissima perché anche dopo il nostro pareggio avrebbero potuto sommergerci. E invece sono affogati nella loro stessa confusione.

Bellissima perché senza Allison il primo tempo finiva con noi sotto di vari gol. E la partita non sarebbe più stata bellissima.

E ora tutto vale: Dzeko che azzecca una partita dopo mesi. De Rossi che ci fa capire quanto è fondamentale per gli equilibri della squadra. E il riscatto di DiFra. E Under che segna... tutto quello che volete.

Ma io traggo da questa partita una verità e un insegnamento per il futuro: Allison non va venduto. Senza di lui avremmo perso col Napoli e nel corso del campionato avremmo oggettivamente parecchi punti in meno in classifica.

Se c'è (se ci fosse...) la volontà da parte della società di cominciare a costruire una squadra che non sia una vetrina per acquirenti facoltosi, dobbiamo trattenere Allison. Sugli altri si potrebbe anche discutere. Ma non puoi avere fra le mani un top-player del genere, uno dei primissimi portieri al mondo, possibile vincitore col Brasile dei mondiali fra pochi mesi e darlo via. Anche in termini economici, Allison ci fa guadagnare sul campo più di quanto potremmo ricavare dalla sua vendita.

Basta miopia. Basta conti della serva.

E ora godiamoci sta grande vittoria, sta soddisfazione. E speriamo di non riaffogare per il resto del campionato. Anche perché adesso dobbiamo battere così anche la Juve. Perché non vorrei che ieri al San Paolo avessimo contribuito all'ennesimo scudetto rubato dai gobbi (ieri all'Olimpico l'ennesimo schifo).

In alto i cuori.

Saluti cordiali e romanisti
Ultime Risposte
Dom. 04 mar. 2018 - H.22:13
LuigidallUmbria
Robbè, mai nessuno ha detto che Angelini e Caltagirone erano la soluzione. Il che non vuol dire che Pallotta lo sia.

Se la società è seria sa gestire situazioni limite con i giocatori. Se non lo è, passa la mano, incassa e via.

Un giocatore con tre anni ancora di contratto è un giocatore che non può dire "Se non mi fate andar via non gioco e aspetto di andarmene a parametro zero", perché si rovina per sempre la carriera: senza giocare non lo chiamano neanche in nazionale... Stai descrivendo una situazione tipica da ultimo anno di contratto, che è quando effettivamente i giocatori hanno il coltello dalla parte del manico. Se Pallotta vuole, per un po' -almeno- la Roma può continuare ad avere come titolare uno dei migliori portieri del mondo.

Se non vuole, lo vende a giugno, incassa dei soldi che poi reinvestirà in giovani da ingrassare e rivendere, in scarti di altre squadre e così via... che è quello che in gran parte ha fatto finora.

Speriamo che non sia così. Ma questa è la società attuale, questo è quanto ci hanno fatto vededre, questo è quanto si può prevedere.

Dipende tutto da cosa vuol fare Pallotta di questa squadra.

Ce la fai a essere almeno un po' critico con la società o ti appiattisci su quello che passa casa? Guarda che secondo le interpretazioni da oltreoceano quello del bandierone dovrei essere io ;-)

Un abbraccio
Dom. 04 mar. 2018 - H.21:19
Roberto+
Glielo potrebbe dire, ma non avrebbe nessuna sicurezza che non si sentirebbe rispondere: "Meglio un Real Madrid (o altra BIG europea) oggi, che una gallina domani".

Anzi, potrebbe pure aggiungere: "Se mi fate andare via adesso qualcosa ci guadagnate pure voi, se mi costringete a rimanere fino al 2021, poi me ne vado via a parametro zero e voi va' pijate 'n saccoccia!". Il caso DeVrji alla Lazio è l'esempio perfetto.

Poi, Pallotta vuol fare l'affare col cemento, verissimo. Ma a quei tempi Unicredit ha cercato in ogni modo di dare la Roma sia ad Angelini (farmaceutica) sia ad Angelucci (cliniche private), entrambi tifosi romanisti. I quali hanno fatto passerella, dichiarazioni alla stampa, ecc., ma poi al momento di mettere mano alla tasca, sono spariti. E Cesare Romiti, da sempre grande tifoso romanista nonostante gli anni alla Real Casa? E Caltagirone? Pensa, oltre a prendersi la Roma poteva pure farsi lo stadio in proprio senza dover ricorrere a nessun altro, doppio colpo, il top! Eppure anche lui quando c'è stato da farsi avanti, zitto e mosca. E chissà quanti altri ce ne sono a Roma e in Italia che avrebbero avuto i mezzi per rilevare la società. E invece... silenzio su tutta la linea. Tutti amanti della Roma a chiacchiere.

Pensa quanto sono seri quelli lì! Americà...va avanti te, che a noi ce viene da ride.
Dom. 04 mar. 2018 - H.18:04
LuigidallUmbria
Robbè, sai che fa una società che non vuole essere udinesizzante?

Dice: "Allison, tu hai un contratto con noi fino al 2021, e adesso noi siamo nel 2018. Ritocchi al rialzo te ne possiamo ragionevolmente concedere. Ma tu sei la pietra angolare su cui vogliamo costruire una squadra fortissima. Ci manca poco. Due o tre pedine messe al posto giusto e fra tre anni massimo abbiamo vinto almeno uno scudetto, qualche coppetta del nonno italiana, e vediamo dove arriviamo ogni anno in Champions.

Tieni conto poi, Allison caro, che abbiamo giurato che fra tre anni inauguriamo lo stadio (e stavolta è vero). Quindi tu aspetta sereno e tranquillo perché prima che scada il tuo contratto tu sarai in una squadra fortissima e i tuoi emolumenti aumenteranno. Quello che proveremo a darti sono delle garanzie tecniche, cioè giocatori sempre più forti davanti a te, che ci facciano vincere trofei e con quello diventare tutti più ricchi. Sono quelle stesse garanzie tecniche che ogni anno ci chiedeva il più forte giocatore romanista della storia, uno dei grandi del calcio mondiale, un certo Francesco Totti. Con lui, che ha dato tanto a tutti noi e su cui tutti ciavemo magnato sopra pe vent'anni, siamo stati ingenerosi. La AS Roma gli ha dato molto meno di quanto lui abbia ricevuto, ma ora vogliamo cambiare stile, vogliamo essere vincenti, mica un'Udinese qualsiasi. Ti daremo ben più di quanto guadagni ora PERCHÉ CI CONVIENE e tu giocherai in una grande squadra: la nostra. Intanto, fino al 2012 zitto e bono. Fra tre anni vedrai si semo gente de parola o semo dei peracottari".

Questo je direbbe a Allison 'na società seria, 'na società cor manico e che nun conzideri er carcio 'na scusa pe fa l'affari cor cemento.
Dom. 04 mar. 2018 - H.17:22
Roberto+
Alisson, l'ho già scritto prima, non andrebbe venduto, perché da solo ti fa trovare 10 punti in più a fine campionato (minimo). Ma è troppo forte, probabilmente è il più forte al mondo e il più forte al mondo non gioca nella Roma. Fosse stato trasteverino e tifosissimo della Maggica fin da ragazzino...be' forse con un lauto stipendio alla De Rossi... ma non è né l'uno né l'altro. Per cui temo fortemente che ambisca ad altri palcoscenici.

Se lo vendono a giugno mettete nel conto anche la volontà del giocatore. Quando la società vende qualcuno, non può nasconderlo. Quando un giocatore vuole andarsene, lo nasconde benissimo. Basta che il suo procuratore si presenti a Monchi dicendo "il mio assistito Alisson è il portiere più forte del mondo e vuole guadagnare 8 milioni netti all'anno, cioè 16 lordi per la Roma. Lui vuole restare, per carità, ama la maglia, ama la curva, ama il ponentino, ma ama soprattutto gli 8 milioni. Che facciamo?"

Facciamo che Monchi lo vende, perché non può pagare 16 milioni a un solo giocatore, con la conseguenza che poi anche tutti gli altri vogliono l'aumento. Così Alisson fa le valigie sbrodolando amore per la Roma, ma intanto ha il biglietto pronto per Barcellona o Monaco o Londra. E la società, naturalmente, passa da cattiva, speculatrice, udinesizzante, ecc. E' uno degli scenari possibili, teniamone conto senza avere questa granitica certezza che tutti i mali del mondo, dall'invasione delle cavallette ai terremoti in Nicaragua, siano colpa della società brutta e cattiva.

Per il resto ho goduto come un riccio, anche se la vittoria di ieri significa favorire gli strisciati. Perché il Napoli aveva messo su un po' troppa boria e così gli abbiamo ricordato che contro la Roma possono vincere tutti ma possono anche perdere tutti, Napoli compreso. Inoltre forse sarà la volta buona che dopo 15 anni in cui DDL ha raccolto solo le briciole, si ficchi in quella testa boriosa che se vuole vincere i tituli veri, quelli pesanti, deve cominciare a costruire dalla difesa, non dall'attacco. Non avendo 200 milioni di debiti sul groppone potrebbe farlo, ma nun gna'a fà a capillo. E allora tiè!
Dom. 04 mar. 2018 - H.15:36
LuigidallUmbria
Condivido tutto, cari Gil e Harry.

Io direi che forse c'è qualche speranza con lo Shaktar, visto che sarebbe sufficiente fare un exploit in quella partita per passare il turno. E abbiamo dimostrato che possiamo sorprendere tutti positivamente, una volta ogni tanto. La cosa difficile per noi invece è avere un minimo di continuità in gioco e risultati. Per cui vedo più difficile la qualificazione in Champions, che ha bisogno di costanza. Certo, Lazio e Inter pure in quanto a crolli improvvisi non scherzano...

Vado a votare.
Per stasera ho comprato una bottiglia di whiskey e ho pronto il CD di A Love Supreme, di John Coltrane. Comunque andrà, andrà male, temo. Il mio non sarà un voto utile, ma dilettevole. Tanto a ottobre si torna alle urne.
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