Zaniolo a ruota libera: “Roma mi ha dato tanto, la Conference è di tutti”

L’ex giallorosso è tornato a parlare del suo periodo nella Capitale

Jacopo Pagliara -
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Nicolò Zaniolo
Nicolò Zaniolo (RomaForever.it)

Nicolò Zaniolo e la Roma, una storia d’amore finita male, se non malissimo, perché in fondo la delusione sarà sempre proporzionata all’amore dato… e ne è stato dato tanto. L’ex giallorosso, ora all’Udinese, in prestito dal Galatasaray, è tornato a parlare di Roma e del suo periodo nella Capitale nel corso di un’intervista rilasciata in esclusiva per La Gazzetta dello Sport. Ecco un estratto delle sue parole.

Le dichiarazioni di Nicolò Zaniol

Dopo un inizio promettente alla Roma, la carriera di Nicolò Zaniolo ha vissuto alcune stagioni più complicate tra Atalanta e Fiorentina.
“A Bergamo partii indietro per il metatarso. E non riuscivo a dare quello che voleva Gasperini. Ho fatto fatica. Alla Fiorentina mi aspettavo andasse diversamente, ho più rimpianti per la Viola“.

Il legame con Roma, anche fuori dal campo, è rimasto comunque molto forte.
“A Roma ho comprato due case, credo che da grande ci vivrò. Mi ha dato tanto. Seguo la squadra, anche se è finita male“.

Tra i ricordi più intensi resta la vittoria della Conference League.
Un’emozione incredibile. Ma quella coppa è di tutti, non l’ho fatta vincere io. L’abbiamo conquistata dai playoff col Trabzonspor, lavorando da luglio”.

Zaniolo con la Conference League
Zaniolo con la Conference League (RomaForever.it)

Un successo arrivato sotto la guida di José Mourinho.
Maestro. Gestisce alla perfezione, in campo e fuori. Ed è alla mano. Lo sento”.

Nel parlare dei grandi numeri 10 del calcio italiano, il suo riferimento resta Francesco Totti.
È un campione, un fenomeno, una leggenda. Uno dei tre 10 italiani, con Baggio e Del Piero. Ho avuto la fortuna di conoscere Francesco e ho capito l’importanza che ha”.

Infine, uno sguardo anche alla gestione della popolarità arrivata improvvisamente durante l’esperienza romanista.
“E non ho saputo gestire il momento dopo l’esordio in Champions e la doppietta al Porto. Dovevo tenere i piedi per terra“.