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Lun. 08 feb. 2010 - H.13:10

Ranieri, che numeri. E la Roma sogna
Il colpaccio a Firenze conferma il momento d'oro dei giallorossi, sempre più secondi alle spalle dell'Inter e bravi a vincere anche non giocando bene. "Pensiamo solo ad arrivare tra le prime tre", dice il tecnico, che intanto allunga la striscia di gare senza sconfitte



Dove può arrivare questa Roma? Ranieri è molto sicuro nel dare la sua risposta. Istantanea, secca, decisa: "Non esiste un'anti-Inter, loro sono troppo forti. C'è l'Inter e basta. Se i tifosi possono sognare qualcosa di più del secondo posto? No, anzi è meglio se si svegliano proprio. A noi interessa arrivare tra le prime tre". Eppure questa Roma viaggia che è un piacere. Alla fine di ogni gara eccoci ad aggiornare la striscia di gare senza sconfitte e le vittorie consecutive. Bene, aggiorniamola: diciannove partite consecutive senza una battuta d'arresto e otto successi consecutivi. Davvero una squadra con questi numeri non può ambire a qualcosa di più? Per il momento pare proprio di no. Perché l'Inter è un'altra macchina inarrestabile. Che viaggia come un treno. E otto punti di distacco sono davvero tanti. Però è altrettanto vero che la formazione giallorossa rimane l'unica antagonista, se non ripartirà il Milan, della squadra nerazzurra, l'unica che può approfittare di un ipotetico appannamento dei Mourinho-boys.

Inoltre la Roma ha dimostrato di saper vincere in diversi modi. Dominando, soffrendo, aspettando l'avversario, rimontando. Con o senza Totti. Oppure come contro la Fiorentina, in cui è stata proprio dominata. Una sola occasione contro le sei-sette della squadra viola prima della rete di Vucinic. Una partita in cui sembrava capitolare da un momento all'altro sotto i colpi degli uomini di Prandelli, salvo poi trovare la scappatoia giusta per segnare il gol della vittoria. C'è chi la chiama fortuna. Limitativo. Troppo. E ingeneroso. Una componente ci può stare, ma c'è anche dell'altro. Molto altro. Su tutti la capacità di difendersi. Ormai la squadra dietro è sicura. Mexes e Juan sono stati eccellenti nel controllare Gilardino e nel respingere tutto quello che potevano. Infatti l'unica occasione vera occasione dalle loro parti è arrivata con Gilardino, quando si è trovato solo soletto davanti al portiere brasiliano. Per il resto, le occasioni viola sono state tutte decentrate. Con i tiri di Vargas da sinistra, oppure con lo sbaglio clamoroso di De Silvestri. E qui ecco che ci ha pensato Julio Sergio, sempre più eroe di questa squadra, con le sue paratone.

Quello che con Spalletti era il grande limite della Roma, adesso è diventato il suo vero punto di forza. Senza perdere la spinta offensiva. E insieme ad una presa di coscienza dei propri mezzi e ad una tranquillità che le hanno permesso, come con la Fiorentina, di soffrire, anche tantissimo, senza però scoraggiarsi e andando a cercare il gol vittoria appena ha potuto. Quindi attenzione a parlare solo di fortuna. E Mou dovrà tenere la sua squadra in tensione ancora per un po'. (08 febbraio 2010)

ALLESANDRO DI MARIA
 
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