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Roma, Emerson è la scoperta di Spalletti: "E ora voglio il Brasile"

Il brasiliano, in gol col Villarreal, è un pupillo del tecnico toscano: "Lo ringrazio, con lui sono cresciuto, soprattutto tatticamente. La Juve? Vogliamo riprenderla. E Totti non smette..."
 
Insieme a Dzeko, è l'uomo del momento in casa Roma. Emerson Palmieri, dopo il gol di destro (lui è mancino), che ha aperto la vittoria contro il Villarreal, è diventato famoso anche fuori dall'Italia. Merito di Luciano Spalletti, che ha creduto in lui quando nessuno lo considerava la scorsa stagione e ha continuato a puntarci quest'anno, soprattutto dopo l'espulsione contro il Porto nel preliminare di Champions. Il titolare, a sinistra, è lui ("ma con quel piede può giocare anche a destra", ha garantito Spalletti), e da novembre non ha saltato neanche un minuto in campionato: "Con questo modulo - ha ammesso il terzino a Goal.com Brasile - mi sento più libero di attaccare e muovermi in avanti. Questo mi ha permesso di crescere tanto, sia tatticamente che fisicamente". Anche la dieta, dice Emerson, "mi è servita tanto", merito pure della fidanzata, che lo aiuta a mantenere uno stile di vita sano, soprattutto nell'alimentazione: "Sto bene, controllo ogni settimana la mia percentuale di grasso, sono in un buon momento".

PUNTO FERMO — Ieri è arrivato il primo gol in stagione, a maggio quello contro il Milan era stato il primo in campionato. Emerson è un ragazzo molto religioso, uno dei pochi che non è andato a chiedere il rinnovo di contratto nonostante sia quello che, tra i titolari, guadagna meno. Seicentomila euro netti, la metà di Gerson, ad esempio, ieri in tribuna, e da dicembre mai impiegato: "Grazie a Spalletti ho imparato il valore del lavoro tattico, ci alleniamo tanto sulla fase difensiva e due o tre volte a settimana ci riuniamo per vedere i video dei movimenti. In genere ci alleniamo un'ora e mezza, ma ce ne sono anche più brevi e più intensi".

GRAZIE SPALLETTI — Emerson, 22 anni, sa che la sua esplosione è dovuta all'enorme fiducia che il tecnico ha in lui: "Stiamo inseguendo la Juventus, ma siamo in corsa su tre fronti. Siamo vivi e questo è soprattutto merito di Spalletti, gran parte del nostro successo è dovuto a lui. Ho verificato in prima persona il cambio di allenatore, il nostro comportamento da quando c'è lui è cambiato". Sarà per questo che Emerson pensa di poter riprendere la Juve? "Mancano ancora un po' di partite e lo scontro diretto. Stiamo lavorando forte per questo, anche se sappiamo che loro, riserve comprese, sono molto bravi, e in genere non perdono punti. Noi ne abbiamo parlato, sappiamo che dobbiamo prenderli come esempio, ed essere regolari come loro".

NAZIONALE — Come per Fazio, che però il c.t. dell'Argentina ha detto di voler convocare in nazionale, anche per Emerson si è parlato della possibilità di giocare per l'Italia: "Io sono brasiliano e lo è il mio cuore. Io vorrei giocare per loro, non ho fatto nulla per essere naturalizzato italiano. Se dovesse accadere però - precisa - ci penserò, perché l'Italia mi sta dando tanto affetto. Ma per adesso il mio sogno è giocare per il Brasile". Anche perché domenica, a Roma-Torino, ci sarà proprio il c.t. dei verdeoro sugli spalti: "Motivo in più per fare meglio". Battute finali dedicate a Francesco Totti e a Gabigol: "Credo che il capitano giocherà ancora un altro anno, non so se nella sua testa è pronto per smettere. Gabigol? Le critiche sono esagerate, ha solo 20 anni... Crescerà".
di Chiara Zucchelli
Fonte: Gazzetta dello Sport
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